Premiati a New York i nostri studenti

16 marzo 2013

A New York, in occasione delle simulazioni dell’Onu, la nostra studentessa Sofia Strazzabosco di IV ginnasio ha vinto la best delegation nel Consiglio di Sicurezza, il premio più prestigioso e più atteso dalle centinaia di ragazzi che provengono da tutto il mondo per artecipare ai lavori assembleari.

Filippo Camisasca di II scientifico C e Carlo Rubini di I classico hanno ottenuto invece la honorable mention rappresentando la Danimarca nel Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC).

Il prof. Paolo Tenconi, che accompagna i ragazzi, ci ha inviato da New York un testo pieno di entusiasmo che vi proponiamo:

Qui Nuova York, vi parla Paolo Tenconi!

I meno giovani ricorderanno senz’altro il mitico Ruggero Orlando che introduceva così entusiasticamente, agitando la mano destra in segno di saluto, i servizi del Telegiornale del secolo scorso, quando l’America era l’America ed era lontana, la TV in bianco e nero, l’immaginario popolare alzava i grattacieli della Grande Mela di molti centimetri, giacché di inches parlavano solo i professionisti. L’inglese allora era una lingua straniera, l’aereo il viaggio della vita, New York era Nuova York.

Stasera percorrevo da solo la Quarantaduesima, da solo si fa per dire, perché ero circondato e spintonato da centinaia di nuovayorkesi e cittadini di tutto il mondo. Uscendo da Grand Central Station sentivo una babilonia di lingue, una miscellanea di odori e profumi provenienti dai baracchini, gli annunci dell’altoparlante della stazione che faceva correre ai binari i ritardatari. Da solo, dicevo, cioè senza studenti, perché volevo godermi il sapore dei loro successi appena ufficializzati dalla cerimonia conclusiva al Grand Hyatt. Vento freddo e tirato da ieri a New York, le avenues sono le più fredde perché prendono di filata le correnti da nord, meglio stare nelle streets. Benedetti i guanti comprati ieri per cinque dollari da un ambulante ai piedi del ponte di Brroklyn! Ad ogni modo, guanti o non guanti, fa troppo freddo: c’è un tavolo libero allo Starbucks dell’angolo, caffè caldo e Wifi gratuito. Posso scrivere.

Sofia Strazzabosco, di IV ginnasio, ha confermato la brillante performance dello scorso week end a Roma, vincendo la best delegation nel Consiglio di Sicurezza rappresentando il Lussemburgo . E’ il premio più alto nell’assemblea più difficile, perché, a differenza delle altre, i Delegati sono da soli e non in coppia. Inoltre, la discussione era appena iniziata, quando i Dais (cioè i direttori dell’assemblea) hanno simulato una procedura di emergenza: è scoppiata una crisi tra le due Coree, si rischia la guerra. Via il topic dell’accesso all’acqua potabile, che Sofia, come tutti gli altri, sta preparando da prima di Natale, e largo alla soluzione della crisi tra le due Coree, argomento certo ostico per una ragazza di Quarta ginnasio. Bene, ce l’ha fatta lo stesso: bravissima!

Ma le soddisfazioni non sono finite. Filippo Camisasca di II scientifico C e Carlo Rubini di I classico hanno vinto la honorable mention rappresentando la Danimarca nell’Ecosoc, il Consiglio economico e sociale dell’ONU. Qui non ci sono state sorprese, la procedura di emergenza si può applicare solo al Consiglio di Sicurezza e i nostri Filippo e Carlo hanno applicato con determinazione quanto appreso nel corso di preparazione e hanno messo a frutto la fatica di mesi.

Sono stati giorni magnifici ma difficili, tanto lavoro, poche ore di sonno, ore e ore di discussione e di concentrazione, ad ascoltare gli altri, a cercare la soluzione per via diplomatica. La mia soddisfazione è ancora più grande, perché dalle varie assemblee mi sono giunti in continuazione dagli osservatori report positivi sull’atteggiamento dei nostri ragazzi, sulla loro correttezza, sull’uso sicuro della lingua inglese. Mentre scorrevano i nomi dei vincitori nel corso della cerimonia conclusiva, guardavo da lontano il gruppetto del Leone, perso in mezzo ad un salone riempito da ragazzi di tutto il mondo: dodici in mezzo a millequattrocento, meno di un drappello, ma coeso e compatto nel fare gioco di squadra e festeggiare i vincitori. Sarebbe bello davvero che il prossimo anno la nostra rappresentanza fosse ancora più abbondante, ancora più determinata, ancora più decisa a portare il proprio contributo in questo gioco che, se non può cambiare il mondo, può comunque suscitare nei nostri giovani solo buone energie.

Il caffè è finito, ritorno nel gelo delle strade. Il Chrysler sopra la mia testa disegna ondine bianche illuminate sul cielo ormai buio, Grand Central Station è un formicaio impazzito di gente che va e che viene. E’ finita anche questa, ragazzi, le vostre fatiche sono state premiate. Buon riposo, domani si dorme in aereo.

Paolo Tenconi, 15 marzo 2013

 

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