Contagiati dal Kairòs

20 aprile 2013
Il gruppo dei partecipanti al ritiro Kairòs appena terminato a Susa

Il gruppo dei partecipanti al ritiro Kairòs a Susa

Si è da pochi giorni concluso il ritiro Kairòs, rivolto agli studenti del IV anno dei Licei.

Sembra che questo ritiro dal nome greco, inconsueto, abbia il potere di far crescere la gioia in chi lo sperimenta e di creare una sorta di positivo “contagio” nella scuola e nelle famiglie.

Carlotta Sala, di seconda Liceo Classico, ci lascia una breve testimonianza di cosa sia significato per lei partecipare prima, e poi condurre, il ritiro Kairòs.

“Il Kairòs? Nessuno sa cos’è, eppure lo giudicano: ‘È una cosa da pazzi… Ti lavano il cervello… piangi tutto il tempo…’. Ho vissuto questa magnifica esperienza due volte, come partecipante e come leader. Come leader ho visto i volti di alcuni ragazzi cambiare, non le persone, i volti. Personalmente non penso che lo scopo di questo ritiro sia cambiare le persone, ma provare a dare loro una visione diversa di sé, della vita, di Dio.

Sono andata a Susa un po’ dubbiosa, pensando che non sarei riuscita a andare oltre la mia esperienza, quello che il mio Kairòs fatto a settembre scorso a Palermo mi aveva dato. Alla fine invece una ragazza, con cui non avevo mai parlato, mi ha ringraziato per quello che avevo fatto per lei, che io pensavo fosse nulla. Sono rimasta scioccata da questa cosa: a me non era mai capitato nulla di simile, né avevo fatto alcunché di simile. Quella ragazza ha portato il ritiro oltre le mura della casa dove l’abbiamo fatto; quella ragazza ha fatto sua ogni mia parola, ogni sguardo; ha reso il ritiro “suo”, nel vero senso della parola.

Questo Kairòs mi ha resa consapevole del fatto che anche noi studenti, nel nostro piccolo, possiamo fare la differenza. Penso che il ritiro sia andato molto bene: io ne sono uscita felice e soddisfatta, e vedendo ragazzi che girano per i corridoi con espressioni così solari e “diverse”, direi che non sono l’unica!”

Quella di Carlotta è una testimonianza molto eloquente, a cui si aggiunge quella di una studentessa della nostra scuola di Palermo, riportata proprio la settimana scorsa su Il Venerdì di Repubblica a pagina 40. Citiamo direttamente dal magazine di Repubblica: “Al quarto anno si fa il Kairos, un ritiro definito sorprendente. Così sorprendente che è sconsigliato parlarne, per non guastare la sorpresa a chi lo farà in seguito. Però un’allieva di Palermo (le ragazze sono entrate alla fine degli anni Sessanta) me lo racconta. Oltre all’aspetto religioso e un po’ ascetico – né orologi né cellulari – c’è un lavoro sulla dilatazione della sensibilità verso sé e il prossimo…”.

Il prossimo ritiro Kairos è programmato per settembre, dal 25 al 29. Sarà guidato dai ragazzi di Milano e di Torino e vi parteciperanno studenti da tutte le scuole d’Italia. Il ritiro di settembre è rivolto innanzitutto ai ragazzi che successivamente daranno il ritiro ai propri coetanei – i cosiddetti “kairòs leader”. Ci sono però dei posti (non molti) per chi, non avendo partecipato a marzo, voglia essere presente all’inizio dell’anno di Maturità.

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