I danni delle droghe al cervello

21 aprile 2013

«Non chiudere gli occhi!» esorta il Rettore del Leone XIII,  la prof.ssa Gabriella Tona, introducendo il 18 aprile il prof. Furio Ravera, psichiatra e psicoterapeuta a orientamento psicodinamico, relatore del primo degli incontri di formazione e prevenzione sulle dipendenze rivolto ai genitori. Famiglie e scuola, uniti in una stretta e proficua alleanza, devono guardare in faccia il problema, affrontarlo e vedere insieme come utilizzare le informazioni per formare i ragazzi.

«La droga non è altrove! Non è un episodio di esaltazione isolato a un contesto di disagio giovanile», esordisce Ravera, di fronte ad una sala Martini gremita e interessata.

Dopo un rapido excursus sui vari tipi di droga, offerte ai nostri ragazzi come la mela a Biancaneve, Ravera presenta l’evidenza scientifica degli effetti delle droghe sul cervello, senza connotazioni ideologiche o giudizi morali, soffermandosi sulla cannabis e la cocaina.

cervello e circuiti neuronali

Regioni del cervello e circuiti neuronali

 Ravera spiega che,  per come è stato disegnato il nostro cervello,  l’azione del mediatore chimico assunto agisce sull’ippocampo attivando un particolare circuito nervoso per la ricompensa, determinando così l’attitudine all’abuso.

L’uso continuato di oppiacei rende necessario per l’organismo la presenza della sostanza per mantenere la percezione della ricompensa e di altri  comportamenti normali. La persona non è più in grado di percepire il piacere di fisiologiche ricompense (cibo, acqua, sesso) e non può funzionare normalmente senza la presenza della droga.

Fumare canne, anche solo il sabato sera, mette in circolazione nel cervello  un principio attivo che altera in modo temporaneo le funzioni cognitive, come la memoria a breve termine, la fluidità verbale, la capacità di attenzione e quella di risolvere problemi. Effetti che possono scomparire nel giro di qualche ora, ma che talvolta permangono per alcuni giorni e, in caso di assunzioni in dosi elevate e continuative, possono portare anche a inconvenienti più gravi e duraturi, come disturbi psicotici o dissociativi.

Ravera invita a non minimizzare l’uso delle canne: la cannabis  e’ una droga a tutti gli effetti e resta una sostanza psicoattiva molto ambita dagli adolescenti.

Localizzazione dei siti di legame del THC (cannabis)

Localizzazione dei siti di legame del THC (cannabis)

Particolarmente dannosa a livello cerebrale è l’assunzione di cannabis in età adolescenziale , in quanto questi sono gli anni in cui la personalità deve posizionarsi, durante i quali «le aree prefrontali del cervello subiscono un rimodellamento massiccio, le connessioni tra i neuroni sono ridotte e le funzioni eseguite da questa regione possono essere labili e diventare disfunzionali sotto stress». Il fumo delle canne agisce su tutti i distretti del cervello e il cervello degli adolescenti, ancora ‘in potenza’, è  ‘plasmabile’ dalla droga.

Per aiutare i ragazzi a maturare il processo decisionale e ad affrontare questa realtà con cui prima o poi probabilmente vengono a contatto (in età sempre più giovane), è basilare mantenere un dialogo aperto e continuativo, le cui fondamenta devono essere poste da piccoli, informando, vigilando e sorvegliando senza essere invasivi.

Un invito che ciascuno di noi non può che abbracciare. L’occasione per parlare con i nostri figli di questi argomenti ci è stata offerta dall’incontro che i ragazzi hanno avuto il giorno successivo a scuola con lo stesso prof. Ravera.

Prof.ssa Paola De Nicola

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