Ricordo di Medjugorje

29 aprile 2013

MedjugorjeSi è concluso domenica il primo pellegrinaggio per famiglie e amici del Leone a Medjugorje. Dal 24 al 28 aprile un gruppo di trenta persone partito dal Leone XIII in pullman si è recato per tre giorni di preghiera al santuario mariano in Bosnia Erzegovina. C’erano genitori, famiglie, insegnanti della scuola e altri amici. Ci racconta padre Eraldo Cacchione, accompagnatore del gruppo:

“Sono stati giorni intensissimi, di grande immersione spirituale nel tessuto vivo della Chiesa. Ora, per esperienza vissuta, posso dire che Medjugorje è posto dove lo Spirito Santo è fortissimo: le migliaia di persone che si radunano qui specialmente nei giorni di festa sperimentano la forza della fede, l’unione nella preghiera ed un particolarissimo modo di stare insieme sotto la protezione di Maria. Anche naturalisticamente Medjugorje sembra un luogo fatto apposta per la contemplazione: una valle semicircolare, molto aperta, in cui il sole e la luna si alternano da una parte all’altra dell’orizzonte quasi dandosi il cambio per venerare l’Altissimo; coppie di colombe che attraversano festose l’assemblea radunata all’aperto per la celebrazione vespertina dell’Eucarestia; il suolo aspro che offre ai pellegrini vere “ascese” spirituali per raggiungere i luoghi meta delle principali visite.

Nei tre giorni passati a Medjugorje il tempo è parso scorrere in maniera diversa, quasi non ci fosse un fluire cronologico ma piuttosto un tempo “kairologico”, che ci ha portato in una dimensione di pacifica contemplazione continuativa. Anche tra noi, seppure inizialmente non ci conoscessimo molto, sono nati legami di amicizia profonda, maturata in pochi giorni e cementata dalla fede. Direi che il pellegrinaggio a Medjugorje ha portato l’intero gruppo a vivere un’esperienza di preghiera simile a quella che si ha durante un ritiro o un corso di Esercizi Spirituali: l’anima, per così dire, si dilata e viene un forte desiderio di pregare. Si sta tante ore a pregare ma non ce ne si accorge, tanto il cuore si fa più vicino al nostro Creatore e Redentore. Tutto il resto, natura e persone, accompagna come un’orchestra sinfonica questo particolare clima di preghiera.

Medjugorje è stato per noi anche un luogo di ascolto di testimonianze forti: abbiamo potuto sentire dal vivo il racconto di vita di due membri della comunità del Cenacolo, fondata da Madre Elvira per aiutare i giovani a uscire dalle dipendenze da droga. Questa piccola grande suora piemontese ha costruito decine e decine di comunità in tutto il mondo e ha così portato l’amore a numerosissimi ragazzi che erano perduti, dando loro la vita e rendendoli capaci di dare a loro volta la vita: “Sono dei risorti, l’amore di Dio ha dato loro la vita”, ha commentato la stessa Madre Elvira in un video che abbiamo visto.

Durante questi giorni abbiamo imparato tante cose e soprattutto abbiamo scoperto che si diventa facilmente amici: condividendo, spariscono le ragioni per cui ci dividiamo. Questa per me è stata la prima lezione di Medjugorje. La fede è alla portata di tutti, e la Madonna è la prima  accompagnatrice verso la scoperta o la riscoperta di essa; è colei che apre la porta della fede. Il centro della fede è Cristo e qui si sente la Chiesa che – unita – lo celebra nell’Eucarestia. Grazie a tutti coloro che hanno osato imbarcarsi in questa avventura.”

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