Cosa dice la legge sull’uso delle droghe

22 maggio 2013

Dopo aver affrontato in aprile con il prof. Ravera il tema dei danni che le droghe causano al cervello, negli incontri del 20 maggio con i Genitori e del 21 con gli Studenti dei Licei, il Capitano dei Carabinieri Agostino Scala, Comandante della Compagnia Porta Magenta di Milano, insieme ad un suo collaboratore, il Tenente Simone Calabrò, ha illustrato gli aspetti normativi legati all’uso e alla detenzione degli stupefacenti. Aspetti spesso sconosciuti o sottovalutati, ma il cui impatto può compromettere in modo significativo il futuro dei ragazzi.

cocainaInnanzitutto le sostanze di riferimento: l’elenco degli stupefacenti è oggetto di revisione continua, perché nuove sostanze vengono continuamente immesse nel mercato. L’invito, quindi, è a non sottovalutare nessuna delle sostanze, più o meno nuove, in commercio.

In relazione a questo elenco, la legge opera una distinzione sostanziale tra le attività di produzione, trasporto e distribuzione e l’uso personale, che ha un’appendice nella guida sotto l’effetto di stupefacenti.

Le prime azioni hanno conseguenze penali rilevanti: ammende pecuniarie fino a diverse migliaia di euro e detenzione in carcere fino a 20 anni.

Il possesso per uso personale, invece, viene punito con sanzioni amministrative di non minor peso: convocazione in Prefettura, ammende, ritiro della patente e del passaporto, esclusione dai concorsi pubblici. Conseguenze su cui ogni ragazzo dovrebbe riflettere.

La discriminante tra le due situazioni, spaccio o uso personale, non è legata solo alla quantità di droga trovata, ma anche alla modalità in cui si presenta: pochi grammi divisi in pacchetti ben incartati, la presenza di bilancini o di altre sostanze da taglio sono indice chiaro di un utilizzo che va al di là di quello personale e come tale viene sanzionato.

Anche l’acquisto da parte di un unico soggetto per un gruppo di amici può facilmente passare da una situazione di uso personale a spaccio, se le dinamiche del gruppo non sono confermate in fase di istruttoria.

Il Capitano Scala ci ha fatto osservare che dal punto di vista sanzionatorio non c’è distinzione tra le cosiddette droghe leggere e le droghe pesanti. Stesse ammende dunque sono previste per chi spaccia cocaina e per chi spaccia fumo.

La domanda di un papà permette di sottolineare la necessità di un’attenzione in più anche da parte dei Genitori: la messa a disposizione, in modo più o meno consapevole, di immobile o veicolo come luogo di consumo di stupefacenti è sanzionato con una pena da tre a dieci anni di reclusione!

Anche gli Studenti hanno rivolto molte domande agli Ufficiali, relativamente all’uso personale, alle perquisizioni, alle responsabilità eventuali di chi si trovasse coinvolto in una festa durante la quale si faccia uso di sostanze stupefacenti. Il Capitano Scala ha sottolineato che le responsabilità devono sempre essere accertate e sono individuali.

I due incontri si sono conclusi con un invito a tutti a non considerare le caserme esclusivamente come un luogo di repressione, ma anche come un presidio a cui rivolgersi per chiedere informazioni, per fare segnalazioni, per sostenere cioè quell’azione preventiva che i due  Ufficiali praticano quando entrano nelle scuole a raccontare quali rischi si corrono a far uso di sostanze stupefacenti.

 Carolina Barbieri

 

 

 

 

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