Una classe in cammino verso Santiago III e IV

28 maggio 2013

Santiago è ancora lontana ma i nostri intrepidi pellegrini della IV Sc. C non cedono…

Qui si possono leggere la prima e la seconda tappa.

Ed eccoci invece alla tappa del 27 e del 28:

27 maggio, terzo giorno: da Samos a Portomarín.

Programma teorico di oggi: 22 chilometri da percorrere per quelli provati dalle fatiche, 37 per le persone ancora sane. Programma pratico di oggi: tutti gli uomini sono stati svegliati alle 6 e caldamente invitati a percorrere i 37 chilometri, mentre noi donne abbiamo dormito fino alle 6:30, fatto colazione e percorso 10 chilometri su un comodo pullman. Intanto gli altri trottavano su una faticosa salita… Appena abbiamo iniziato però a camminare abbiamo cominciato a risentire i dolori del giorno prima e i 9 chili dello zaino. Diciamo però che ne è valsa la pena, dato il fantastico paesaggio di oggi: distese di campi, scoiattoli e gatti (per la gioia di Diego).

Noi uomini, dopo che siamo usciti alle 6 e 40 felici di abbandonare l’ostello diciamo… “rustico”, abbiamo cominciato a camminare. Ci è stato detto che dopo mezz’ora avremmo fatto colazione. Una volta in cammino siamo passati per un sentiero in un bosco e lì abbiamo capito che avremmo mangiato molto più tardi.

Dopo 12 km siamo stati informati da Pietro A. che un chilometro più avanti avremmo trovato un ostello dove si poteva far colazione! C’era ben una macchinetta automatica…

Successivamente ci siamo divisi in 2 gruppi : uno sarebbe andato fino alla tappa successiva a piedi (altri 17 km), un altro in taxi (io facevo parte di quello).

Arrivati alla tappa, tutti gli altri pellegrini ci guardavano ferocemente…

Dopo aver improvvisato un italo-spagnolo con il tassista ed essere sfuggiti agli sguardi minacciosi degli altri pellegrini, siamo scesi dal taxi esattamente a 100 km da Santiago. Abbiamo successivamente appreso che da quel momento in poi non avremmo più potuto usufruire di alcun aiuto motorizzato. TRAUMA.

Ripresa la marcia per circa 500 metri, la pigrizia ha di nuovo avuto il sopravvento: ci siamo infatti svaccati in un bar lungo la strada aspettando il prof. Pini con il gruppo di ragazze e Tommi.

Dopo un bel bagno solare, la marcia è ripresa per circa altri 5 km. Infine, puzzolenti e alquanto provati fisicamente, senza ormai energie neanche per parlare, ci siamo fermati a mangiare.. Ci siamo sdraiati sull’ erba, noncuranti del fatto che fosse completamente bagnata e abbiamo gustato dei buonissimi bocadiji!

Ponte romano (ricostruito) di Portomarin

Ponte romano (ricostruito) di Portomarìn

Riprendiamo la marcia e arriviamo alla meta prestabilita! Portomarìn, un graziosissimo paesino su un lago dove l’ostello era MOLTO più accogliente! Dopo circa un’oretta di meritato riposo vediamo arrivare in lontananza i sopravvissuti che avevano deciso di farla tutta a piedi. Che uomini! (Fabri, tieni duro!)Come previsto, la giornata non è  stata per nulla deludente: ormai ingraniamo il ritmo del sentiero de santiago e iniziamo a spiccicare qualche parola di spagnolo (immancabile però il classico aperitivo milanese!)

Elena Morchio, Alberto Pennino e Alberto Scaravelli

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28 maggio, quarto giorno: da Portomarín a Palas de Rei

Sono le 6:30 quando suona la sveglia e i dolori dei chilometri macinati si fanno sentire. La colazione la facciamo in un bar all’aperto dove sia il caffè sia la brezza gelida ci svegliano e ci caricano per la lunga giornata. Purtroppo abbiamo sperimentato la pioggia durante il cammino, ma l’abbiamo affrontata con facilità, grazie alle mantelle. Il percorso è stato impegnativo, tanto da fare due pause prima del pranzo che abbiamo consumato in una bellissima locanda in mezzo a un prato.

Era il momento perfetto per un attimo di riposo al sole davanti a un panino caldo, poi di nuovo qualche goccia… per qualcuno un caffè, per altri le patatine fritte e in breve eravamo di nuovo in cammino.

cartello su pietraDopo pranzo, tra una chiacchiera, una canzone e le risate, la marcia era ricominciata, questa volta molto più veloce essendo ormai impazienti di giungere alla meta del giorno. Così, metti-togli la mantella, il prof. Pini ci dice con gran tranquillità: “Bisogna capire in che ostello entrare”. “Prof, ma siamo già arrivati?!” chiediamo increduli. La soddisfazione, la doccia calda e il riposo sono sempre più apprezzati.

Poi è arrivato il secondo gruppo… Il gruppo più tranquillo rispetto al passo di marcia, ma con il morale sempre alto.

Abbiamo camminato divertendoci e scherzando, lasciando che la lunga distanza da percorrere (23km) non si facesse sentire più di tanto.

Guglielmo Castiglioni, Niccolò Goglio e Giulia Montuori

 

 

 

 

 

 

 

 

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