Terminato il soggiorno a Gressoney dei Licei

21 luglio 2013

P1090719Sabato 20 luglio sono rientrati a Milano i 35 ragazzi dei Licei che hanno partecipato al campo estivo di studio e sport a Gressoney. Quindici giorni insieme per studiare e continuare a costruire la comunità. Il campo è stato diretto dal professor Mauro Rossi, coadiuvato da un’équipe di insegnanti e assistenti che ha lavorato intensamente per tutto il periodo. I ragazzi sono tornati con un senso di grande gratitudine e soddisfazione. Il professor Michele Caprioli ci racconta l’esperienza di Gressoney dal suo punto di vista:

“Due settimane fa la scuola era finita ma avevamo ancora tutti sulle spalle i suoi postumi, tra stanchezza, esami, e quant’altro. Seduti davanti alla Villa Belvedere di Gressoney dopo soli quindici giorni dall’inizio, mi sembra che sia trascorso un tempo lunghissimo. La giornata è luminosa e fresca e il gruppo dei ragazzi ha da poco lasciato questo ameno luogo. In mezzo ci sono stati quindici giorni di studio, di sport, di riposo, di amicizia, di amori e di buona compagnia. E’ stato a suo modo un periodo intenso, anche se in forma così diversa rispetto all’intensità del periodo scolastico: il fisico di parecchie persone a vario titolo coinvolte nell’iniziativa (alunni, assistenti e in parte qualche docente) ha portato traccia di questa intensità e ciò ha comportato da parte del professor Rossi un movimento pendolare Gressoney-Ivrea per visitare il centro sanitario di fondovalle. Eppure nessuna delle persone coinvolte in questi “pasticci” ha mai pensato di abbandonare il gruppo, e questo ha rafforzato il nostro spirito di solidarietà rendendo necessario un servizio informale di infermieristica nei confronti dei malati. Per il resto, il peso dello studio, condotto generalmente con serietà, è stato alleviato dalla condivisione di questo stesso peso e i momenti di noia che esso comporta sono stati compensati da preziosi momenti di amicizia e di conversazioni: indimenticabili le “oasi dello spirito” dal paese alla villa, passeggiate condotte in coppie volta per volta improvvisate e dedicate alla riflessione su temi esistenziali. Conviviale come sempre è stata la grigliata che segna lo stacco tra la prima e la seconda settimana: buono il cibo ed indimenticabile la poesia della sua preparazione, stretti noi tutti intorno al fuoco che richiede da ciascuno una piccola parte di cura. Faticosa ma gratificante la gita domenicale in quota, durante la quale le minacce climatiche non si sono manifestate con la temuta virulenza, lasciando un bel sole e tempo per tintarelle e risate; immancabili e anzi rituali i tornei dell’ultimo giorno. Se la partita di pallavolo tra insegnanti e alunni si è risolta con una schiacciante vittoria dei primi, non così è stato per la partita di calcio: giocata sul filo di un insperato (da parte degli insegnanti) equilibrio, è stata vinta dagli studenti ai tempi supplementari che hanno sancito la superiore freschezza atletica delle giovani leve. Nella vittoria come nella sconfitta, per gli uni e per gli altri, sono emersi i più sani valori dell’agonismo e e dello spirito di squadra che fanno dello sport una straordinaria metafora della vita. Resteranno nella memoria anche le serate di gioco in comune: grandi improvvisazioni di recitazione a soggetto ed un improbabile ABCDio di cui auspicabilmente sentirete parlare il prossimo anno scolastico.

Sul fronte della spiritualità, il compagno di viaggio degli studenti è nientemeno che Sant’Ignazio, la cui biografia, letta giorno dopo giorno, ha scandito i tempi e i momenti di riflessione del nostro soggiorno.

Ora che il silenzio è tornato a riempire questa villa, il ricordo di tante voci giovanili e allegre resta vivo in tutti noi, e ci fa pensare con letizia al settembre che verrà.”

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