Da Roma a New York per il progetto dell’ONU

20 marzo 2014

Ha preso il via il 18 marzo l’edizione 2014 del CWMUN (Change the world, Model United Nations) , simulazione dei lavori assembleari dell’ONUa cui partecipano moltissimi ragazzi provenienti da tutto il mondo e… anche dai Licei del Leone XIII.  Prima tappa a Roma, presso la sede dell’Università Europea e della FAO. A seguire, dal 20 al 27 marzo, trasferimento a New York per i lavori assembleari presso il Palazzo di Vetro dell’ONU.

In assemblea presso la FAO

In assemblea presso la FAO

I partecipanti della nostra scuola sono: Edoardo Amoroso, Alessandra Bonissoni, Jasmine Branca, Sofia Cianchi, Filippo De Nicola, Caroline Ghisolfi, Marycielo Tume, Giulio Linzola, Lorenzo Procida, Matteo Colombo. Coordina il gruppo il prof. Paolo Tenconi, che ci ha inviato la seguente cronaca:

“Varcare la soglia di un palazzo importante porta sempre con se’ un miscuglio di sensazioni, che si possono leggere con chiarezza sui volti delle centinaia di ragazzi e ragazze, tutti eleganti nei loro abiti da cerimonia, mentre si incolonnano davanti ai cancelli del Palazzo della FAO a Roma per superare i controlli di polizia: ma c’era bisogno di fare più di un’ora di pullman e attraversare tutto il traffico della Capitale per venire fin qui? Perché non abbiamo invitato i relatori nella bella sede dell‘Università Europea, che da ieri ospita i nostri lavori? Ci avremmo guadagnato come minimo un’ora di sonno!

Ma una volta entrati nella splendida Sala Assembleare del terzo piano e preso posto nelle comode poltrone blu che ospitano normalmente i delegati ufficiali di tutto il mondo, ecco che si comincia a respirare un’aria decisamente diversa, un’emozione di vera internazionalità: qui, proprio qui, sono stati discussi trattati internazionali che hanno cambiato la storia del nostro pianeta, qui si sono scontrate visioni del mondo prima inconciliabili, poi magari scomparse. Contribuisce anche molto il messaggio di benvenuto della Presidente della Camera Laura Boldrini, che fino al 1993 ha svolto la sua opera presso la FAO, lavorando sulla catena globale alimentare. Le sue parole ricordano quanti passi avanti siano stati compiuti da allora per garantire una maggiore equità nella distribuzione alimentare e nella sostenibilità. Un’occasione importante per cominciare a riflettere sul grande evento che interesserà fra poco Milano e tutta l’Italia, vale a dire l’EXPO 2015, che avrà come tema proprio la nutrizione del pianeta e una grande riflessione sul significato del cibo a livello globale.

Quindi si succedono gli interventi delle personalità invitate dall’Associazione Diplomatici a celebrare l’evento e la sala, prima inanimata e quasi impersonale pur nella sua bellezza, si riempie di nuove suggestioni.

Marcella Villareal, direttore FAO, parte da una riflessione sul motto della FAO stessa, vale a dire Fiat panis. Da anni la FAO stimola le politiche degli Stati nazionali a risolvere il problema della fame, che riguarda oggi 842 milioni di persone nel mondo. Il cibo prodotto e’ sufficiente e quindi non c’è ragione perché così tante persone soffrano la fame. 500.000 bambini ogni anno diventano ciechi a causa della mancanza di vitamina A. Ma molti paesi hanno già raggiunto l’obiettivo MDG1, quindi il lavoro sta portando frutti. La FAO sostiene che il numero accettabile di persone che nel mondo soffrono la fame sia ZERO. Ecco perché si sta lavorando ancora molto e i singoli governi devono accettare questa responsabilità.

Carmen Lasorella, presidente di RAI net, insiste invece sull’aiuto che le tecnologie possono dare al rispetto dei diritti umani, nell’aumentare, per esempio, le informazioni e quindi la consapevolezza del problema in tutto il pianeta. La conoscenza è il carburante del nuovo millennio, ripete più volte. Insiste anche sul digital divide, cioè la differenza tra generazioni nell’usare la tecnologia informatica. Il vero gap non è però generazionale, il vero gap è economico, sociale e culturale.

S.E. Giulio Maria Terzi di Sant’Agata, ex Ministro degli Esteri, prende la parola richiamando l’importanza delle organizzazioni internazionali, imperfette come tutte le democrazie, ma insostituibili e unica strada per poter risolvere i problemi a livello globale. Anche lui ricorda gli obiettivi del millennio.

Filippo De Nicola con la best delegtion

Filippo De Nicola con la best delegation

Alla fine di questo rifornimento di idee e suggestioni, siamo ritornati alla sede dell’Università Europea, dove gli studenti hanno concluso i primi lavori di simulazione. Anche qui non sono mancate le belle sorprese: Filippo De Nicola, della III Liceo Scientifico A, ha vinto la best delegation nella simulazione del Consiglio di Sicurezza rappresentando la Francia. Con un abile gioco scacchistico e diplomatico ha messo alle corde un’incauta Russia, che alla fine della discussione ha finito per mettersi il veto da sola!

Oggi si parte per New York. Le prossime notizie da Palazzo di Vetro”.

prof. Paolo Tenconi 

Bacheca Download