Menzione d’onore a New York

26 marzo 2014

La nuova Sala Assembleare dell’ONU, dove venerdì 21 marzo abbiamo aperto ufficialmente i lavori della Terza Edizione del Change the World Model United Nations, non ha il fascino e la bellezza di quella che noi tutti conosciamo. Ma la splendida sala degli anni Cinquanta aveva bisogno di un restyling e quindi provvisoriamente i lavori sono stati spostati in una specie di grande hangar. Il palco però è sempre quello, perché è stato trasportato e verrà ricollocato al suo posto a lavori ultimati. E dallo stesso palco, da dove parlano i potenti del mondo, hanno parlato anche i nostri ragazzi.

Il restauro della sala dell'ONU

Il restauro della sala dell’ONU

Restaurare l’ONU: ecco un tema interessante, che i nostri ragazzi del Leone XIII hanno cercato di approfondire durante i lavori e non solo a parole. Hanno portato tra le sacre mura il loro giovane entusiasmo, la voglia di cambiare, e in fretta, lo stato di cose. Dapprima hanno ascoltato con interesse gli interventi introduttivi del nuovo ambasciatore italiano alle Nazioni Unite, Sebastiano Cardi, della nostra ex ministro dell’Istruzione e Sindaco di Milano Letizia Moratti, di Salvatore Carrubba, già direttore de Il Sole 24ore e oggi presidente della nuova Future Leader Society, che sta proponendo ai nostri giovani le simulazioni del Parlamento Italiano alla Camera dei Deputati, nel tentativo di far recuperare il rapporto con le istituzioni.

Insomma, tante buone parole, a cui i nostri giovani hanno fatto seguire i fatti. Per due giorni interi hanno battagliato anche aspramente nelle varie commissioni e, come ormai avviene di tradizione, si sono distinti per qualità.

Lorenzo Procida con Beatrice clair

Lorenzo Procida con Beatrice Clair

Il nostro Lorenzo Procida, di II Liceo Classico, in rappresentanza dell’Egitto insieme a Beatrice Clair della scuola Alexis Carrel, ha vinto una honourable mention, uno degli attestati più ambiti di queste simulazioni, in Assemblea Generale. Davvero un grande risultato, visto che hanno dovuto sbaragliare la concorrenza di quasi 400 studenti.

Che cosa può mai significare vincere un premio diplomatico internazionale nell’anno in cui si sta restaurando l’ONU? Forse una coincidenza, forse un presagio o un segnale di una futura carriera. Senz’altro il segno di un impegno profuso con intelligenza e creatività.

Adesso lasciamo che i nostri si riposino e gustino le bellezze di questa splendida città. Di musei da vedere ce ne sono tanti, ma solo il camminare tra i grattacieli rappresenta un’emozione a cui difficilmente ci si abitua. Domani riprendiamo l’aereo per tornare a cambiare il mondo dalla nostra quotidianità.

prof. Paolo Tenconi

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