Studio guidato del mercoledì pomeriggio – a.s. 2014-2015

30 giugno 2014

Famiglie Scuola Secondaria di I Grado

 

 

Prot. 383

 

Oggetto: Studio guidato del mercoledì pomeriggio – a.s. 2014-2015

 

Gentili Genitori,

 

come anticipato nel nostro incontro di maggio, sono a confermarVi che il prossimo anno saremo in grado di attivare dei gruppi di studio nei pomeriggi del mercoledì. Si tratta di una esigenza emersa nei contatti personali con le famiglie e che siamo molto contenti di poter soddisfare, in collaborazione con l’Associazione Culturale Leone XIII.

 

Mi rivolgo in particolare a quanti, nel modulo di scelta per i Pomeriggi opzionali del prossimo anno scolastico, avevano esplicitato l’interessamento a far frequentare ai propri figli tali gruppi di studio, ma naturalmente anche a quanti nel frattempo avessero rivalutato la proposta, di cui passo ad illustrare i dettagli.

 

I moduli di studio guidato si svolgeranno tutti i MERCOLEDI pomeriggio, dalle 14:30 alle 16:30, nelle aule della Scuola Secondaria di I Grado.

I ragazzi verranno suddivisi in base all’anno di frequenza in gruppi interclasse, e verranno seguiti da docenti della Secondaria di I Grado.

Le lezioni avranno inizio la prima settimana di ottobre 2014 (da mercoledì 2 ottobre) e dureranno sino al termine delle lezioni pomeridiane dell’anno scolastico 2014-2015, del quale seguiranno il calendario.

 

Il costo dell’intero anno di studio guidato è di euro 210,00, quota che andrà versata all’Associazione Culturale nel mese di settembre, prima dell’inizio delle lezioni.

 

I ragazzi che aderiranno allo studio potranno fermarsi a pranzo nella mensa dell’Istituto; nel corso dell’intervallo, tra la fine delle lezioni (ore 13:30) e l’inizio dello studio (14:30), saranno seguiti da alcuni tra gli assistenti già impegnati nell’assistenza quotidiana degli altri giorni settimanali.

Il buono pasto, che avrà il medesimo costo dei buoni settimanali, andrà acquistato autonomamente presso l’ufficio di Amministrazione.

 

Per poter confermare l’attivazione dei gruppi e velocizzare le operazioni di iscrizione di settembre, Vi prego di far avere il modulo che trovate in calce alla presente debitamente compilato e firmato alla nostra Segreteria didattica entro e non oltre il prossimo 15 luglio.

 

Devo in ogni caso ricordare che i gruppi verranno attivati solo se si raggiungerà il numero minimo di 13 iscritti per ciascun gruppo di studio.

 

Certo della Vostra attenzione, Vi invio i miei migliori saluti.

Adesione studio assistito mercoledì medie

 

Il Coordinatore Didattico

Prof. Antonio Bertolotti

Sperimentazione tecnologica e sostituzione tablet

27 giugno 2014

Alle Famiglie delle classi prime dei Licei

Alle Famiglie della V Ginnasio

p.c. al prof. Christian Devaux

p.c. all’Ufficio amministrativo

 

Prot. 379

 

Oggetto: sperimentazione tecnologica e sostituzione tablet

 

Gentili Famiglie,

 

la Direzione dell’Istituto ha deciso di continuare ad investire nella sperimentazione tecnologica, estesa dal prossimo anno alle future classi del primo anno.

 

La ragione di tale decisione nasce dalla constatazione che le moderne tecnologie, se correttamente utilizzate e valorizzate, possono offrire nuove risorse per la didattica, favorire i processi di apprendimento ed accrescere la motivazione allo studio.

 

Relativamente allo strumento, gli studenti disporranno ancora di una tipologia di apparato uguale per tutti. Questo ne semplifica la configurazione, permette l’accesso alle medesime applicazioni e rende più agevole la condivisione di materiali secondo medesimi formati.

 

C’è una novità importante: i tablet Samsung 10.1, attualmente in dotazione ai vostri ragazzi, saranno sostituiti con un device moderno ed affidabile, l’iPad Air. L’adozione di tale strumento ci garantisce anche una gamma più ampia di materiali e di applicazioni concepiti per la didattica.

 

La Direzione del Leone XIII, credendo fortemente nell’efficacia della sperimentazione, ha preso la decisione di offrire l’iPad Air, secondo la formula del comodato d’uso gratuito, a tutti gli studenti delle prossime classi seconde del Liceo Scientifico e della I Classico.

Investimento non facile in un momento storico di grandi incertezze, che vuole però testimoniare una volta di più la nostra fiducia nei giovani, nella loro formazione e nel loro avvenire.

L’iPad verrà consegnato agli studenti nei primi giorni del nuovo anno scolastico. Nell’attesa, il primo passo da compiere è la restituzione del tablet Samsung alla scuola. La restituzione dovrà avvenire al Leone alla presenza di un genitore. Vi raccomandiamo di non lasciare tablet in portineria.

 

Potrete restituire il tablet dal 27 giugno al 31 luglio e dal 2 all’11 settembre, concordando un appuntamento con il prof. Christian Devaux via mail all’indirizzo tablet@leonexiii.it. Sarete ricontattati al più presto.

Informiamo fin d’ora che il tablet deve essere consegnato con batteria carica, per poter eseguire le seguenti verifiche:

 

1) Accensione e spegnimento corretto

2) Verifica del funzionamento del display e penna

4) Verifica funzionamento WIFI

5) Verifica funzionamento Audio con cuffie a corredo

6) Verifica caricatore e cavo USB

 

A corredo del tablet devono essere presenti la scatola, l’alimentatore con cavo usb, la penna originale con i puntali residui, le cuffie e le spugnette in silicone.

 

Ogni parte mancante dovrà essere rimborsata secondo i prezzi in vigore all’atto dell’acquisto della parte di ricambio. In caso di invio del tablet presso il centro assistenza, come da condizioni contrattuali il pagamento della riparazione è a carico dell’utilizzatore.

 

Al termine delle verifiche il tablet verrà riportato alle condizioni originali di fabbrica, pertanto i dati personali devono essere già stati copiati su memoria personale.

 

Vi ringrazio e Vi saluto cordialmente

Il Rettore

Prof.ssa Gabriella Tona

Il ringraziamento delle suore missionarie

23 giugno 2014

Dopo quattro anni, la colletta alimentare dell’ultimo giorno di scuola, nata alla Secondaria di I Grado da un’idea del prof. Jacopo De Vecchi -e da quest’anno estesa ai Licei– ha riscosso un nuovo e significativo traguardo, permettendo alle Suore Missionarie della Carità di portare alla propria mensa dei poveri decine di scatoloni di derrate alimentari non deperibili.

La mensa dei poveri delle Suore di madre Teresa

La mensa dei poveri delle suore di madre Teresa

Davvero un bel modo di festeggiare la fine dell’anno scolastico, dimostrando che alla stupidità dello sprecare il cibo imbrattando la città e se stessi si può contrapporre la buona volontà, la sensibilità e l’intelligenza solidale di chi conosce il valore del pane e il significato di poter garantire un pasto dignitoso a quanti altrimenti non potrebbero permetterselo.

Con grande piacere, pubblichiamo la lettera di ringraziamento ricevuta da suor Marie Xavier delle Missionarie di via delle Forze Armate a Milano:

 “Carissime Famiglie, Ragazzi e Ragazze della Scuola Media e del Liceo dell’Istituto Leone XIII, un grande grazie a voi tutti per la cortese attenzione, generosità e disponibilità ad aiutare i più bisognosi.

Il vostro aiuto è giunto molto gradito e prezioso.

Il Signore vi ricompensi e vi doni la sua pace.

La nostra gratitudine è la nostra preghiera per voi. Dio vi benedica.”

 

La fantasia dei bambini nella grande “Rota”

18 giugno 2014

Pittori del bosco

Gli ultimi giorni di lezione, le classi prime della Scuola Primaria del Leone XIII, a conclusione di una unità di apprendimento sull’ambiente bosco, hanno partecipato ad uno speciale laboratorio artistico.

La Rota di 3 metri

La Rota di 3 metri

Il progetto prevedeva la realizzazione di una grande “Rota” di tre metri di diametro, di una striscia di sette metri per ogni classe e di una settantina di piccole “rote” con soggetti legati al bosco, per un totale di quattro ore di lavoro per ogni sezione.

Gli alunni sono stati guidati dall’artista Linda Brindisi di Pittura In Movimento e hanno lavorato mentre ascoltavano musiche a tema e racconti di Mauro Corona.

La pittrice ha illustrato i diversi tipi di materiale che i bambini avrebbero utilizzato: tempere atossiche, pennelli e carta ecologica.

Gli allievi si sono dimostrati entusiasti, hanno incrementato la capacità di collaborare per realizzare un progetto comune e affinato le loro doti artistiche.

Potete ammirare la “Rota” nell’atrio del seminterrato dell’Istituto; la striscia della 1 C al piano zero e le altre due affisse ai pannelli del corridoio del terzo piano.

I pannelli

I pannelli

Anche gli alunni delle classi terze e quarte si sono impegnati nella realizzazione di una gigantesca “Rota” di quattro metri di diametro rappresentando le loro passioni. L’opera è esposta lungo la parete del corridoio della Scuola Primaria.

E non dimentichiamoci dei bambini di seconda! Coinvolgimento, creatività, fantasia, pennellate di colore, consigli, buon umore e la super visione dell’artista Linda hanno permesso anche a loro di realizzare un’opera d’arte: “STAGIONI IN MOVIMENTO”, una lunga striscia di carta della lunghezza di 6 metri, tuttora esposta nel corridoio della Scuola Primaria.

Complimenti a tutti!

Maestre Letizia Cova e Simona Quadrelli

 

Soccer Camp dall’8 al 12 settembre

17 giugno 2014

Parte a settembre una nuova iniziativa di sport e gioco targata Leone XIII, aperta a studenti e studentesse della scuola e ad esterni di età compresa tra i 6 e i 14 anni.

calcioSi tratta di un Soccer Campche si terrà in Istituto nella settimana che precede l’avvio del nuovo anno scolastico, più precisamente dall’8 al 12 settembre.

Allenatori qualificati UEFA B e una struttura moderna, con i nuovi campi in sintetico, sono la premessa per far vivere ai ragazzi un’esperienza formativa di sport con finalità di divertimento e anche di socializzazione.

Il calcio sarà il protagonista del camp, ma non mancheranno ogni giorno un’ora di nuoto e relax in piscina e nel primo pomeriggio un po’ di studio e di lettura per ultimare i compiti delle vacanze.

Programma della giornata:

ore 8  accoglienza in Istituto da parte degli Istruttori
ore 9  allenamenti specifici per ogni età
ore 10:45  merenda
ore 11  in piscina
ore 12  pranzo nel refettorio dell’Istituto
ore 13  studio
ore 15  allenamenti / tornei
ore 17  merenda
ore 17:30  uscita

La quota, di 140 Euro (130 per gli studenti del Leone e per gli iscritti all’ASD calcio del Leone), comprende tutto, incluso un kit sportivo.

Ci si iscrive presso la segreteria della piscina (entrando da via Rossetti, 4) dal lunedì al venerdì dalle ore 13:30 alle ore 19:30.

Scaricate il volantino, con il modulo per l’iscrizione e ulteriori indicazioni.

Per tutte le necessità di chiarimenti potete scrivere a leonesport@leonexiii.it 

E per chi non sa giocare al pallone? Nessun problema, è il momento giusto per cominciare!

Corsi di recupero Liceo Scientifico

17 giugno 2014

ALLE FAMIGLIE E AGLI STUDENTI DEI LICEI
p.c. AI DOCENTI DEI LICEI

Prot. 344

Gentili Famiglie,
trovate in allegato il calendario dei corsi di recupero. Ricordo che i corsi sono riservati a quanti abbiano avuto un’insufficienza nelle materie indicate e a quanti siano stati espressamente invitati dai docenti.

Raccomando a tutti la massima puntualità. In caso di assenza, occorre regolare giustificazione, da presentare al preside e agli insegnanti, come di consueto avviene durante l’anno scolastico. Andrà scritta su un foglio e consegnata al docente del corso. ​

corsi di recupero LICEO SCIENTIFICO
Vi ringrazio

Prof. Vincenzo Sibillo
Coordinatore Didattico
Liceo Classico e Scientifico

Istituto Leone XIII
Via Leone XIII, 12 – 20145 Milano
Tel. 02 4385021 – Fax 02 48009979

 

Corsi di recupero Liceo Classico

17 giugno 2014

ALLE FAMIGLIE E AGLI STUDENTI DEI LICEI
p.c. AI DOCENTI DEI LICEI

Prot. 344

Gentili Famiglie,
trovate di seguito il calendario dei corsi di recupero. Ricordo che i corsi sono riservati a quanti abbiano avuto un’insufficienza nelle materie indicate e a quanti siano stati espressamente invitati dai docenti.

Raccomando a tutti la massima puntualità. In caso di assenza, occorre regolare giustificazione, da presentare al preside e agli insegnanti, come di consueto avviene durante l’anno scolastico. Andrà scritta su un foglio e consegnata al docente del corso. ​

corsi di recupero LICEO CLASSICO

Vi ringrazio

Prof. Vincenzo Sibillo
Coordinatore Didattico
Liceo Classico e Scientifico

Istituto Leone XIII
Via Leone XIII, 12 – 20145 Milano
Tel. 02 4385021 – Fax 02 48009979

 

 

Che cosa dà un senso alla vita

16 giugno 2014

Pubblichiamo due pagine del diario di padre Eraldo, che sta completando il proprio periodo di formazione di Gesuita in Australia. 
Questa volta ci scrive da Palm Island, al largo delle coste del Queensland. Più descrittiva la pagina del 7 giugno, un autentico discernimento la pagina del 14, che merita un’attenta lettura  per la ricchezza di significati che sprigiona. 

Domenica 7 giugno, Pentecoste

La Chiesa e la casa parrocchiale

La chiesa e la casa parrocchiale

Nei primi due giorni a Palm Island ho assaporato un mare di solitudine, unita ad un altro mare di affetto ricevuto dalla popolazione aborigena, che oggi ho conosciuto in occasione della Messa.

Vivo con il locale parroco, un prete diocesano del Ghana che è al quarto anno di esperienza solitaria in quest’isola. Di fianco alla casa del parroco c’è un convento in cui ci sono due suore, anziane, anche loro coraggiosamente qui da alcuni anni. Come posso descriverti l’isola? E’ una sorta di paradiso naturale tropicale: vegetazione rigogliosa, spiaggia tutt’intorno al perimetro dell’isola – non grande – piena di uccelli di ogni specie, fiori coloratissimi, flora lussureggiante e qualche serpente. La popolazione vive in una metà dell’isola, mentre l’altra metà è abitata solo dalla natura. La gente: aborigeni; non c’é un vero e proprio paese, ma quattro quartieri o agglomerati di case, in cui la popolazione è distribuita, nell’arco di un paio di chilometri. Al centro della spiaggia principale c’è un aggregato di edifici con funzioni pubbliche: la scuola, il centro di accoglienza dei bambini, il centro di studi sugli aborigeni, il comune, l’ospedale e un unico supermercato. Una pompa di benzina, la caserma della polizia, la chiesa e la scuola cattolica completano il quadro. Niente servizi: banche, assicurazioni o qualsiasi altro servizio che possa immaginarti in un paese civilizzato.

La spiaggia

La spiaggia

Ciò che rende unico questo posto è che la popolazione che ci vive non ha scelto di viverci ma è stata qui confinata tanti anni fa. Pensare che gli abitanti, parroco incluso, non possiedono le case in cui abitano, né lavorano. Tutta la proprietà sull’isola è dello Stato; tutta. In pratica si tratta, in modo surrettizio, ancora oggi di una colonia penale. Nessuno vuole venire; nessuno ha ragioni per venire. Gli aborigeni, quando possono, vanno a Townsville col traghetto a fare la spesa “maggiore”, oppure in occasione delle vacanze vanno a trovare parenti nelle zone originarie di provenienza: come ti dicevo, nessuno degli aborigeni che vivono qui è originario dell’isola; la popolazione proviene da circa cinquanta tribù diverse, ognuna con le proprie specificità linguistiche e il proprio “clan”.

Cosa fa la gente? Nulla. Nonostante qui sia vietato vendere, consumare e comprare alcolici, vi è un grosso mercato nero ad essi dedicato e la maggior parte degli uomini vive ubriacandosi ogni giorno. Le donne sembrano più forti, ma entrando in alcune delle case devo dire che ho notato situazioni di vera indigenza, il che mi mostra che la vita è difficile anche per loro. La violenza domestica è all’ordine del giorno. Non dappertutto, ma le condizioni di vita sono davvero misere. I giovani; l’obiettivo della scuola elementare (due scuole, una statale e una cattolica) è di tenere a scuola i ragazzi, sottraendoli alla strada; per questo si istituiscono premi settimanali per le classi o gli studenti che hanno la maggiore presenza a scuola. C’è anche una scuola superiore, ma lì la frequenza è davvero misera. I ragazzi più in gamba e meritevoli che sono così fortunati da ricevere borse di studio, escono dall’isola per proseguire la loro educazione in altra località: alcuni ce la fanno, e si inseriscono nella parte viva della società. Altri non ce la fanno e ritornano alla routine dell’isola, che prevede feste, risse, bere e sniffare il petrolio.

Purtroppo, da quello che finora ho visto, i volti dei ragazzi dell’isola per lo più sembrano arrabbiati e disperati. Difficile immaginare un futuro qui. Solo i bambini sono sorridenti, con la loro naturale esuberanza. Poi ci sono gli anziani; essi sono, nella struttura della società tradizionale aborigena, i portatori della saggezza e i veri leader della comunità. Attraverso la loro leadership e i loro consigli le persone dell’isola conservano un minimo di dignità; alcuni, caduti in abitudini distruttive, accettano di essere corretti dagli anziani, mentre odiano visceralmente la polizia (di pelle bianca), che da sempre rappresenta il loro “torturatore”. Un anziano può più di un poliziotto qui, per restaurare situazioni di ingiustizia o di danno.

I bambini con padre Daniel, dopo aver ricevuto la Prima Confessione la scorsa settimana

I bambini con padre Daniel, dopo aver ricevuto la Prima Confessione la scorsa settimana

La chiesa: non molta gente, ma alla Messa vengono un certo numero di anziani, più alcuni degli insegnanti della scuola ed altri operatori pastorali; pochi bambini. E’ commovente quello che padre Daniel fa ogni domenica (ed insieme abbiamo fatto ieri): prende il pulmino della chiesa, compie il giro dell’isola per recuperare le persone che non possono arrivare in chiesa a piedi o con mezzi propri, li porta diligentemente alla chiesa – sono due giri in tutto, uno nella parte orientale ed uno in quella occidentale dell’isola, con un carico di circa una quindicina di anziani e qualche adulto di mezza età – e celebra la Messa.

Dopo la Messa si sta insieme per il the nella sala parrocchiale, e poi c’è il giro del rientro a casa, che può occasionalmente avere qualche digressione per andare a trovare amici o parenti delle persone accompagnate.

 

Domenica 14 giugno, festa della Santissima Trinità

La forza della memoria.

In questa piccola isola gli anziani sono i portatori della memoria, e per loro è essenziale avere qualcuno a cui raccontare. Raccontare le storie della loro giovinezza, i luoghi dell’isola dove sono accaduti infatti; narrare e narrare ancora.

Tramonto

Vita che cresce vicino al mare

Anche oggi dopo la Messa abbiamo accompagnato un certo numero di anziani alle loro case col pulmino. In realtà, come domenica scorsa ho scoperto che questa è l’occasione di fare dei giri per l’isola e ogni volta ci si ferma a ‘visitare’ luoghi della memoria. Oggi siamo andati dove un tempo c’era la chiesa e la scuola, ora non più lì perché hanno costruito la pista di atterraggio per gli aerei che giornalmente atterrano a Palm Island; i vecchi hanno iniziato a descrivere come erano fatti gli edifici, dove si trova quella e quell’altra cosa, quello che facevano ai tempi della loro giovinezza, e ancora aneddoti e racconti che riportavano al presente i tempi andati. Insieme ai racconti, gli anziani facevano considerazioni, riflessioni su come sono cambiati i tempi nonché sulle fatiche e gioie della loro giovinezza. Così ogni posto dell’isola pur così piccola porta tracce di memoria e gli anziani abitanti non si stancano mai di raccontare; anzi, se c’è qualcuno, giovane o ‘foresto’ come me, che tende l’orecchio per ascoltare, sono felici e desiderosi di andare nei particolari.

Ho l’impressione che abbiamo perduto qualcosa, nel mondo in cui viviamo: si è allargato all’infinito il perimetro dell’abitato (con internet e tv ci sembra di poter abbracciare in un colpo solo tutto il globo), ma si è persa ‘informazione’. Il nostro mondo è molto più povero di saggezza, di ricchezza di storie e di relazioni umane, e non mi sorprende che facciamo fatica a trovare il senso della vita: esso infatti è ‘dato’, tramandato da qualcuno. Come il Vangelo – dove è racchiuso il senso della vita per eccellenza – è tramandato, dato da qualcuno a qualcun altro. Paradossalmente internet e i social media, che servono a dare informazioni, impoveriscono l’informazione essenziale, cioè il come possiamo vivere al mondo con un significato. Il significato infatti ci viene donato attraverso la comunione con chi ce lo consegna, cresce nel dialogo con chi ha vissuto più di noi, si alimenta dell’esperienza personale e comunitaria dove il significato diventa concreto passando per le fibre del tempo, delle sofferenze e delle gioie di una comunità umana, e ‘interpreta’ tutte queste vicissitudini ricavando senso da una morte, da un amore, da una vicenda familiare di sofferenza, da una fatica affrontata insieme… Questo mondo piccolo – addirittura il più piccolo immaginabile, come l’isola in cui mi trovo, dove gli abitati sono praticamente dei ‘deportati’ – in realtà diventa grandissimo, perché ogni azione, ogni luogo si riempie di significato e quindi ci apre all’infinito. Quello di cui oggi ho fatto esperienza risuona in me come una metafora vissuta del mistero di Dio: non coerceri a maximo, tamen a minimo non contineri.

Altro tramonto

Tramonto da cartolina

Forse la manifestazione del disagio che le generazioni più giovani hanno nel vivere nel mondo globalizzato (quello considerato ‘largo’): solitudine, depressione, rifugio nell’alcol e nelle droghe, violenza gratuita… consiste nell’espressione della riduzione, quasi la sparizione in molti casi, del senso del vivere. Ci troviamo in un mondo praticamente senza confini, in cui con pochi soldi possiamo volare dall’altro capo del globo, ma non abbiamo nessuno che ce ne dia il significato: persi, spersi in un infinito che, quindi, diventa come un deserto dove ci troviamo a navigare senza la bussola. Non mi stupisce che in questo deserto ci sentiamo soli e impauriti: non abbiamo punti di riferimento e di orientamento. Qui invece, dove il confine è limitatissimo, anzi talmente stretto da essere un ‘confino’, grazie ai racconti, alle storie, alla compagnia che ci si fa insieme, alla memoria dove il passato rivive e dà orientamento al futuro, il senso del vivere è fortissimo. Le persone non hanno nulla – nemmeno una casa propria – ma hanno un sorriso ed uno sguardo luminosi, che dicono di una vita sensata, una vita degna di essere vissuta. Qui si vive senza niente ma si muore pieni, felici e lieti. In quell’altro mondo si ha tutto ma si muore di disperazione. Credo abbiamo una buona notizia da trasmettere ai nostri figli, alla generazione futura: si può vivere così.

Padre Eraldo Cacchione S.I.

La tecnologia ignaziana

10 giugno 2014

Dal 2007, anno in cui la rete delle scuole italiane della Compagnia di Gesù ha deciso di investire con decisione e convinzione nell’implementazione tecnologica e nella conseguente formazione del corpo docente, molte cose sono cambiate nel panorama tecnologico e nella fisionomia delle nostre scuole.

Anzi, i numerosi mutamenti che il mondo sta vivendo, resi possibili anche dall’espansione delle relazioni che la tecnologia ogni giorno permette, sta producendo cambiamenti significativi nel nostro modo di organizzare la scuola, vista come un luogo privilegiato dove creare e vivere relazioni educative di qualità nel quotidiano. La rete di scuole italiane è quella che nel panorama ignaziano europeo ha più di tutte cercato di sviluppare una riflessione strutturata, un percorso di autovalutazione ed autoanalisi delle scelte effettuate ed una continua ricerca di senso. Questo affinché l’uso della tecnologia nel campo educativo non rimanga fine a se stesso, ma sia in funzione di quei valori educativi che realmente ci stanno a cuore e ci caratterizzano. teconologiaMolte sono le cose che abbiamo imparato grazie ai passi fatti, alle sperimentazioni tutt’ora in atto, all’osservazione dei processi e al tentativo di fare emergere ciò in cui crediamo fermamente.

Dal percorso fin qui compiuto emergono alcune riflessioni interessanti.

La tecnologia non è un valore in sé, non garantisce successo nell’insegnamento e nell’apprendimento. Essa può potenziare un approccio educativo basato non solo e non tanto su un metodo trasmissivo, ma su uno formativo-creativo. La tecnologia, come qualunque mezzo pienamente funzionante messo a disposizione di un ottimo insegnante, può ampliare, valorizzare e facilitare una didattica che è costantemente vissuta come ricerca personale e relazionale, una didattica che esprime se stessa in attitudini, attività e approcci al sapere su cui studenti e docenti vivono insieme esperienza, condivisione, riflessione e decisioni capaci di arricchire le vite di entrambi i soggetti.

Non esiste un unico strumento su cui costruire un approccio didattico, così come non esiste un metodo didattico univoco e universale a cui l’insegnante si deve adattare: esiste un approccio pedagogico (quello ignaziano è da secoli quello che parla all’uomo di oggi attraverso la capacità di vivere valori intramontabili), che è un modo di vivere la relazione educativa sul terreno potentissimo della crescita umana , culturale e spirituale, e non è banalmente un metodo da applicare. L’approccio pedagogico è frutto di una scelta umana ed educativa che il docente opera in funzione del contesto, degli alunni, della loro età, delle loro caratteristiche, del suo stesso momento di vita.

La tecnologia, in costante divenire, ha molto a che fare con i grandi mutamenti del mondo in cui viviamo. Se fino a qualche decennio fa un approccio lineare, sequenziale, meccanico, logico, analitico poteva essere funzionale al metabolismo sociale di quell’epoca, oggi non è detto che tale approccio sia l’unico, e soprattutto il più efficace. La realtà in cui i ragazzi dovranno operare scelte e proporre soluzioni di qualità è connessa, globale, dinamica, a-sistemica, orizzontale. Ora, di fronte a questo grande mutamento, due sono gli approcci possibili: pensare che il mondo stia inesorabilmente decadendo e fare della scuola un baluardo del “vecchio” mondo, oppure, da una prospettiva ignaziana, chiederci quali opportunità e quali valori desideriamo vivere in una realtà in evoluzione. Allora la scelta tecnologica è, tra le altre, conseguenza e opportunità per la realizzazione di un desiderio educativo profondo. La richiesta ai nostri insegnanti non sarà quindi di creare blog, ma di accrescere la consapevolezza di sé, non di usare social per la didattica, ma di iniziare e approfondire conversazioni con i propri studenti e con il loro mondo, non di creare ambienti di apprendimento digitali ma di proporre nuovi paradigmi di lettura della realtà, non di cercare risorse didattiche digitali quanto piuttosto di trovare risposte ricche di senso alle proprie domande. Quando la qualità della relazione educativa chiama l’insegnante a sperimentare modalità sempre più adatte al contesto in cui vive, quando sono garantiti spazi e tempi di condivisione, di progettazione e di creatività, l’opportunità di utilizzare i migliori strumenti si rivela una conseguenza naturale della propria crescita umana e professionale.

prof.ssa Francesca Argenti, referente per le nuove tecnologie per la rete GesuitiEducazione

La solidarietà non va in vacanza

7 giugno 2014

E’ una tradizione consolidata ed è noto che il passaparola funziona meglio della mail più certificata: a fine anno – proprio l’ultimo giorno – il Leone chiede ai ragazzi delle Medie, e da quest’anno anche dei Licei,  di fare un po’ di spesa e di portarla a scuola.

Una parte dei viveri raccolti

Una parte dei viveri raccolti

Così ieri mattina moltissimi studenti erano felicemente senza cartella, ma portavano un sacchetto della spesa ben pieno. L’iniziativa è partita un po’ in sordina, quattro anni fa, per contrastare l’incomprensibile lancio di uova e farina con un gesto di solidarietà.

L’idea è nata elaborando le parole di un parroco del centro storico di Milano, che ad una sposina, alla vigilia del matrimonio, ha detto: “Se avete del riso da lanciare per favore non sprecatelo ma portatelo a me, che conosco della gente che lo mangia”.

La raccolta alimentare di fine anno è un contrappasso di carità, che ha raccolto col tempo consensi crescenti: quasi cento scatoloni stracolmi di generi alimentari sono stati consegnati alle suore missionarie della Carità, l’ordine fondato da madre Teresa di Calcutta.

Le suore hanno un piccolo convento nel quartiere Baggio, in via delle Forze Armate numero 379, gestiscono una mensa per i poveri e una casa alloggio per mamme con i loro bambini.

Suore di Madre Teresa con il cardinale Scola

Il cardinale Scola con le suore di madre Teresa

Di questo convento e della testimonianza umana che qui si propone alla nostra distratta metropoli si occupò qualche tempo fa anche il Sole 24 Ore, con un breve ma efficace reportage che vi invitiamo a leggere.

Le suore ringraziano le famiglie del Leone e assicurano a tutti la loro preghiera quotidiana.

Grazie ai ragazzi del Liceo che hanno trasportato la spesa dal secondo piano alla portineria.

prof. Jacopo De Vecchi

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