Verso Santiago, 31 maggio e 1 giugno

1 giugno 2014

31 maggio – giorno 5

Palas de Rey (alt. 535 m.) Arzúa (alt. 385 m.): 29 km

Abbiamo iniziato il nostro quinto giorno di camminata con una fredda sveglia alle 6:30 del mattino.

Il polpo alla Gallega

Gli affamati e il polpo alla Gallega

Dopo un’abbondante colazione ci siamo subito messi in marcia, pronti per affrontare i 15 km che ci separavano da Melide.

Arrivati in questa cittadina, stremati dalla fatica, ci attendeva un pranzo rifocillante e particolare nella “Pulperia Ezequiel“, una meta nota tra i pellegrini per il tipico polpo alla Gallega.

Dopo la sosta il gruppo si è diviso: chi aveva ancora forze per sostenere altri 14 km di camminata poteva proseguire a piedi, mentre coloro che non avevano intenzione di camminare prendevano un autobus che li avrebbe portati direttamente alla destinazione, Arzúa.

I fantastici dieci che non hanno preso l'autobus

I fantastici dieci che non hanno preso l’autobus

Riflettendo su questa giornata, ci siamo resi conto che il sole è stato di grandissimo aiuto nell’affrontare le lunghe distanze e la fatica mentale e fisica, regalandoci un altro giorno di tregua dalla pioggia e un po’ di abbronzatura.

Santiago è sempre più vicina e il gruppo, nonostante la stanchezza, sta diventando sempre più unito.

Federico Borsellino, Luca Condulmari, Paolo Damia, Francesca Di Majo

 

Annotazione di padre Pier:

Man mano che si avvicina la meta del cammino (della vita), per chi ha camminato o è stato pellegrino, c’è serenità e soddisfazione.


1 giugno – giorno 6

Arzúa (alt. 385 m.) –  Monte do Gozo (alt. 385 m.): 34 km.

Stamani ci siamo alzati più presto del solito, perché oggi dovevamo affrontare una tappa mattutina di 20 km. Dopo un’ora di cammino circa è spuntato il sole che ha riscaldato i nostri corpi e i nostri animi. Dopo 5 lunghe ore di cammino, alternate a qualche pausa siamo arrivati a O Pedroso. Qui, sudati e affamati, ci siamo concessi un ottimo pranzo all’aperto, rendendoci conto del fatto che ci troviamo a soli 19 km da Santiago de Compostela. Soddisfatti di ciò, dopo pranzo abbiamo passato momenti di tranquillità in compagnia, giocando a carte o prendendo un po’ di sole.

Cippo chilometrico

Cippo chilometrico

Un gruppetto dei nostri, dopo la pausa, ha deciso di proseguire a piedi il cammino, che, attraverso 15 faticosi chilometri, li ha portati in cima al monte Gozo, ritrovando chi aveva già raggiunto il proprio limite e si era giustamente concesso una tratta in pullman. I ragazzi che componevano il gruppetto ad un certo punto hanno detto dell’unica ragazza che li aveva seguiti: “Sei il nostro orgoglio”.

La salita finale è dura ma la vicinanza della meta permette ai 5 guidati dal prof. Pini di proseguire con determinazione e con quella serenità di chi, non avendo mai mollato, ormai non poteva più cedere.

Un ragazzo del gruppo a tre chilometri dall’arrivo ha incominciato a correre deciso ad arrivare allo stremo delle sue forze, ma poi si è fermato ed è tornato indietro: si era reso conto che doveva finire il cammino CON gli altri e non oltre. In lui oggi qualcosa è cambiato, e, come per molti di noi, il cambiamento è stato permesso da questa profonda esperienza spirituale.

Come ogni giorno, ci siamo resi consapevoli del fatto che mano a mano che andiamo avanti il cammino presenta grandi difficoltá, però più sono grandi gli ostacoli che ci separano dalla meta, più tiriamo fuori le nostre forze, scoprendo ciò di cui siamo capaci. E ora ci rendiamo conto di come davvero il cammino ci abbia uniti e ci abbia portato ad una crescita.

Pietro Alemagna, Francesco Bassani, Luca Condulmari, Giacomo Crea, Alessandro D’Aurelio

 

Annotazione di padre Pier:

Spesso crediamo più alle false immagini di noi, che in noi stessi! Che prigione. Ma il cambiamento è possibile: toccando la fatica del limite, si può andare oltre.

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