Il saluto di padre Denora dal Kenya

10 febbraio 2015

Carissimi,

è già passato un mese da quando ho lasciato l’Italia, e sono qui in Kenya, vicino a Nairobi, in una bellissima casa di Esercizi Spirituali. Ho iniziato quest’ultimo tempo della mia formazione come Gesuita, che si chiama “Terz’anno” perché è come se fosse un terzo anno di noviziato (dopo i due fatti all’inizio del cammino nella Compagnia di Gesù).

Ignazio la chiama anche schola affecti proprio perché permette, dopo gli anni di studio e i primi anni di attività, di stare con il Signore, passando del tempo con Lui con semplicità e gratitudine, in preparazione agli ultimi voti nella Compagnia.

denora

Padre Vitangelo (in piedi, il quarto da sin.) con i confratelli Gesuiti

E’ bello poter prendere del tempo dopo tanti anni per ritornare, con il bagaglio delle esperienze fatte, alla radice della propria vocazione. Quello che all’inizio era slancio generoso e “innamoramento” ora diviene più consapevole e “amore più maturo”, più integrato e più incarnato. Succede in tutte le storie d’amore, anche in quelle di un gesuita!

In questo tempo sono tornato spesso a rileggere nella preghiera gli anni passati, gli incontri, le persone in una memoria cordiale e grata. Sono molto presenti gli anni che abbiamo vissuto fianco a fianco ed emerge un grande senso di gratitudine per come il Signore ha lavorato nelle nostre vite e nelle nostre storie.

E’ bello vedere, da qui, le cose con uno sguardo più lungo, quello sguardo che è il Suo sguardo che ha pazienza e guarda oltre e in profondità. Ringrazio Lui per questa vita e per tutti voi che ne fate parte in modo così vero.

Sono qui con 10 compagni da parte di tutto il mondo ed il gruppo è molto buono: Kevin dagli Stati Uniti, Gerardo dalla Spagna, Gerard dal Ruanda, Nicolas dalla Zambia, Norbert dalla Polonia, Sylvester dal Mozambico, Alexis dalla Francia, Melchior dalla Tanzania, Jean dal Congo. Gli istruttori che sono ben due sono persone attente, rispettose, spirituali: Leo Amani da questa Provincia e Richard dagli Stati Uniti.

Siamo generalmente qui nella casa di Esercizi (con il suo bel parco e la temperatura ideale), tranne nei weekend quando ci immergiamo nella vita della città e della gente. C’è tanta povertà ma anche tanta vita e tanta allegria. Le Messe sono molto partecipate e si sente la fede della gente, quella fede che sostiene la vita e che permette ogni giorno di attraversare le contrarietà e andare avanti. Durante la celebrazione eucaristica tutti cantano e danzano ed esprimono così la gioia e la vita. I tanti bambini che popolano le strade sono molto belli, con degli occhi che ti entrano dentro.

Il nostro gruppo sta adesso studiando i documenti fondamentali della Compagnia (l’Autobiografia di Sant’Ignazio, il testo degli Esercizi Spirituali, le Costituzioni) e ci prepariamo e fare il mese di esercizi che comincerà domenica prossima.  Sarà un mese di preghiera intenso e sono molto contento di poterlo vivere (è la seconda volta nella vita, dopo il mese in noviziato). Vi porterò ancora di più con me e vi chiedo ancora una preghiera speciale.

Devo aggiungere che penso con particolare intensità ai più piccoli; in questo mese ho ricevuto qualche loro pensierino e letterina che mi hanno commosso, come mi ha commosso il saluto che gli studenti delle scuole ed i ragazzi della Romania mi hanno preparato per la partenza.  Qualcuno dei più piccoli mi ha scritto che sta pregando per me e che gli manco. Lo vorrei ringraziare in modo particolare e gli vorrei dire di ricordarsi sempre che Gesù amava in modo particolare i bambini… non scordiamocelo mai anche quando siamo grandi.  Vi saluto ancora con affetto e gratitudine.

Padre Vitangelo

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