Verso Santiago 2: sesta tappa

30 aprile 2015

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30 aprile, sesta tappa: da Arzua a Monte do Gozo. Km. 36

Per certi versi la giornata odierna ha segnato un bilancio conclusivo del cammino stesso. Un cammino segnato dalla fatica e della stanchezza, che anche oggi ci hanno accompagnati fin dalla sveglia alle 5! Segnato dal dolore fisico, che oggi più di ogni altro giorno si è fatto sentire sia per la lunghezza della tappa (ben 36 km!) sia per le condizioni meteo a dir poco sfavorevoli del pomeriggio.

I condottieri del gruppo: da sin. le prof.sse Annamaria Cocuzza e Silvia Raffaelli; padre Diego Mattei

Le guide del gruppo: da sin. le prof.sse Annamaria Cocuzza e Silvia Raffaelli; padre Diego Mattei

Ma nonostante tutto, anche nei giorni che sembrano brutti e interminabili, si intravvede sempre l’ombra della speranza in un miglioramento, in una possibile tratta in pullman, ma soprattutto nell’arrivo: ed è proprio questa speranza che, dopo ore ed ore passate a camminare con sali-e-scendi interminabili alla ricerca dell’ostello che sembra allontanarsi da noi sotto il diluvio incessante,  ci sprona a continuare, ci ricorda che la meta è vicina e che possiamo farcela.

E così come lo è del fisico, la speranza è anche guida spirituale dei molti che oggi, più di ogni altro giorno, hanno voluto spingere la propria riflessione oltre, di coloro che hanno saputo dimostrare con gesti apparentemente irrilevanti la loro disponibilità, la gentilezza e la sincerità con cui vivono i rapporti con quello che a questo punto può indubbiamente essere definito un gruppo unito: bisogna infatti constatare che, salvo qualche difficoltà nella mattinata a stabilire un ritmo adeguato a tutti, nel pomeriggio si è raggiunta una velocità tale da permettere una serena camminata a tutto il gruppo attraverso il metodo ormai collaudato di fare andare in testa il più lento fra i compagni e impegnandosi a non superarlo mai.

Si può quindi dire che il cammino, purtroppo o per fortuna, sia effettivamente giunto al termine e che la nottata nell’ostello e la giornata di domani siano più che altro una formalità da compiersi per sancire la vittoria di tutti i componenti del gruppo, perché tutti hanno dato il meglio di sé e meritano di ricevere quel simbolico ma importante pezzo di carta che stabilisce la loro conquista.

Giorgio Brugnoli, Filippo Camisasca, Riccardo Magnoni, Marco Tarenzi

Verso Santiago 2: quinta tappa

29 aprile 2015

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29 aprile, quinta tappa: da Palas de Rei ad Arzua. Km. 30

La sveglia ci ha destato dal sonno profondo prima del sorgere del sole. La brezza mattutina ci ha sospinto per i primi 10 chilometri ma poi la fatica ci ha colto di sorpresa e ne abbiamo approfittato per un Kit Kat e un timbro in più sul Passaporto del Pellegrino.

un tratto suggestivo del cammino

Un tratto suggestivo del cammino

Una compagna esausta ha ceduto lungo la via ma, grazie ai nostri baldi giovani, è stata portata sulle spalle fino alla fermata del taxi ben più di qualche metro dopo: il volto umano della solidarietà si rispecchia nei piccoli gesti di ogni compagno di viaggio.

Qualche chilometro più tardi ci siamo rifocillati con un tradizionale pulpo gallego. A questo punto le nostre strade si sono divise: alcuni hanno assecondato il richiamo della doccia calda e della macchina massaggia piedi e altri hanno affrontato con coraggio un’altra dozzina di chilometri prima del meritato riposo.

Alle 22.00 si spengono le luci, dopo il consueto momento di condivisione. Sempre più vicini alla meta comprendiamo il vero significato della compassione: non una commiserazione, ma un cum patior, il soffrire insieme per un legame che va oltre le vesciche e gli acciacchi.

Giacomo Barion, Edoardo Buscaroli, Sofia Cianchi

L’ultima tappa e il traguardo

28 aprile 2015

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Con una gran voglia di arrivare a Santiago, l’ultimo giorno in terra di Spagna ci siamo svegliati dopo una notte di sonni profondi e meritatissimi – anche se forse interrotti un po’ troppo prematuramente – con la stanchezza nelle gambe, ma con il cuore pieno di gioia e desiderosi di affrontare gli ultimi chilometri che ci separavano dalla tanto agognata meta.

Uniti, indivisibili, vicini

Uniti, indivisibili, vicini

Oramai quei 5 chilometri ci sembravano niente in confronto alle tappe assai più lunghe affrontate in precedenza, e con l’entusiasmo a mille siamo partiti carichissimi, come se avessimo già smaltito la fatica accumulata nei giorni precedenti.

Giunti finalmente nella città, siamo entrati in un simpatico bar italiano per fare colazione, dopo che, per oltre mezz’ora di camminata, eravamo rimasti a stomaco vuoto;  dopo aver aspettato che arrivassero le brioche fresche per accompagnare i vari cafes con leche, zumos de naranja ed espressi, siamo ripartiti alla volta della destinazione finale: la cattedrale.

Ripartiti a passo spedito ragionando ancora una volta sul significato di questo nostro cammino, siamo arrivati all’obiettivo che da tanto ci eravamo prefissati. Appena prima di girare l’angolo e trovarci dinanzi alla imponente facciata della cattedrale, anche se in ristrutturazione, ci siamo radunati tutti quanti e siamo corsi in piazza.

Sorpresi per i lavori in corso, abbiamo fatto il giro della chiesa dall’esterno per poi dirigerci verso un bar dove le empanadas al tonno hanno avuto un grande successo.
Con la pancia piena e uno spirito propositivo ci siamo incamminati nuovamente verso la cattedrale per quella che è realmente la tappa finale di ogni pellegrino: la messa di mezzogiorno nella cattedrale di Santiago de Compostela. La celebrazione è stata incantevole e abbiamo anche avuto la fortuna di ascoltare un prete che ha celebrato in italiano.

Dopo un lungo pranzo passato a ricordare vecchi momenti vissuti insieme, siamo andati a ritirare la Compostela per la quale abbiamo sudato sotto il sole e sofferto la pioggia per ben sette giorni. 

Consci del fatto che l’arrivo di oggi non rappresenta altro che l’inizio di un nuovo cammino, siamo infine andati alla fermata del bus che ci avrebbe portato all’aeroporto (con largo anticipo). Per uccidere l’attesa abbiamo organizzato sfide di ballo, di freestyle rap e piccoli tornei di giochi di parole.

Quando poi la chiamata per il boarding è giunta ci siamo imbarcati stanchi ma desiderosi di casa e, al contempo, fieri di noi stessi e orgogliosi della bellissima esperienza.

Federico Raspa, Alessandro Molteni, Filippo De Nicola

Verso Santiago 2: quarta tappa

28 aprile 2015

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28 aprile, quarta tappa: da Portomarìn a Palas de Rei. Km. 23

La sveglia fissata alle ore 7 viene anticipata da “los niños españoles”, che hanno destato i tranquilli sogni degli stanchi pellegrini. Dopo quaranta minuti di dormiveglia Colombo trova la forza di alzarsi dal letto grazie alle urla di padre Diego.


28 4 15La giornata si apre come le altre, con visi assonnati durante la preghiera mattutina. Il debole sole e l’assenza di pioggia riescono a motivarci ad intraprendere i successivi intensi chilometri.

Finalmente i bocadillos rianimano i ragazzi e restituiscono nuove energie. Presto si riparte, nonostante le ripetute preghiere per un prolungamento della pausa. Sua santità padre Diego decide però di ingranare la quinta e lascia il gruppo in balia del fato. Si ritrovano tutti tre ore dopo all’ambita meta, Palas de Rei.

Il contatore di infortunati segna dodici, tra infiammazioni delle ginocchia, sovraccarichi muscolari, tendiniti e vesciche. Grazie al servizio medico offerto dal Servizo Galego de Saúde, ci riprendiamo e siamo già pronti per i prossimi 30 km.

La forza del gruppo e l’allegria di ragazzi e professori rende la giornata indimenticabile. Da bravi classicisti, con l’aiuto di qualche mente scientifica, possiamo affermare “in loco amoeno erramus”.

Giacomo Barion, Sofia Cianchi, Alessandro Cipolla

Verso Santiago 2: terza tappa

27 aprile 2015

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27 aprile, terza tappa: da Fonfria a Portomarìn. Km. 40

Ed eccoci già al terzo giorno: il tempo non è ancora a nostro favore, la pioggia ci ha accompagnato sin dalle prime ore della mattinata fino all’arrivo a Portomarìn a pomeriggio inoltrato.

Uno zaino per altare

Uno zaino per altare

La giornata è iniziata con la divisione in due gruppi: i coraggiosi e poco doloranti si sono lanciati in una passeggiata iniziata alle 6 del mattino, con il buio più totale, di una durata di ben 11 km; sono stati raggiunti dal secondo gruppo, quelli più affaticati, in taxi, quando gli altri erano già in cammino da due ore.

Dopo aver affrontato un diluvio “universale”, vesciche e dolori ad ogni singola articolazione (comprese quelle più impensabili), abbiamo raggiunto una piccola locanda, colma di pellegrini provenienti da tutto il mondo, abbiamo pranzato con pietanze sostanziose e ci siamo riposati per un po’.

Ripresa la dura camminata, ancora una volta con il tempo a nostro sfavore, dopo aver superato una lunga camminata nel fango, una scalinata che pareva essere infinita e i sentieri meravigliosi della Galizia, eccoci giunti a destinazione: qui siamo stati accolti da una scolaresca di niños spagnoli in cammino pure loro e da una cena sostanziosa che ha riempito le nostre pance e i nostri animi con una vista sul fiume mozzafiato. 

Tra il freddo e la stanchezza, attendiamo con ansia la giornata e la fatica di domani! 

Benedetta Cereda, Silvia Filastoppi, Claudia  Mazza

Arrivati a Santiago!

27 aprile 2015

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27 aprile, settima e ultima tappa: da Monte do Gozo a Santiago. Km 5.

Il primo gruppo è finalmente arrivato alla meta, dopo aver percorso circa 180 km in 7 giorni! Bravi i ragazzi e bravi gli accompagnatori!!

Verso Santiago 2: seconda tappa

26 aprile 2015

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26 aprile, seconda tappa: da Fonfria a Samos. Km. 22 

Giornata intesa e ricca di emozioni. La mattina è cominciata con grandi difficoltà; ancora doloranti per gli acciacchi della camminata precedente siamo usciti dall’ostello e un vento gelido ci ha accolto (molti di noi erano sicuri di non riuscire a terminare la tappa). Dopo pochi chilometri, però, abbiamo ingranato la quarta e intorno alle 10 siamo arrivati al luogo del pranzo (esatto, hamburger e panini con jamon serrano alle 10 di mattina). 

Monastero di Samos

Monastero di Samos

Tranquilli e rifocillati siamo ripartiti, ma nuovamente il vento e la pioggia ci hanno fatto compagnia per quasi tutto il resto della tappa. Il seguito della giornata è trascorso tra camminate interrotte da momenti di preghiera della Messa itinerante di padre Diego.

All’arrivo Samos ci ha accolto con un sole raggiante, che sicuramente ci ha rallegrati.

La conclusione della giornata è stata resa più piacevole dall’arrivo dei nostri amici agonisti Alessandro, Sofia e Giacomo e dalla veloce visita di alcuni di noi al monastero di questa cittadina.

Dopo un’abbondante cena abbiamo avuto un momento di condivisione nel quale abbiamo tutti espresso la nostra stanchezza, ma anche la nostra contentezza per il raggiungimento della meta.

Ci congediamo ora dai nostri compagni, avendo scoperto chi saranno i temerari che domani affronteranno la massacrante tappa di 40 km.

Ogni passo che facciamo ci avvicina di più alla meta. Forza e coraggio, vi terremo aggiornati.

Federico Cerri, Federico Colombo, Alessandro Comi

In cammino verso Santiago: sesta tappa

26 aprile 2015

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26 aprile, sesta tappa: da Arzua a Monte do Gozo. Km 35.

Stanchezza. Questa è la parola giusta per descrivere la penultima tappa del Cammino.
Abbraccio o appoggio?

Abbraccio

Dopo esserci svegliati alle sei e mezza ed esserci preparati, abbiamo iniziato a percorrere gli ultimi 35 km. che ci separavano da Monte do Gozo.

I dolori alle gambe e alle spalle si sentivano già dopo pochi chilometri, ma nonostante ciò molti di noi erano motivati ad arrivare fino in fondo perché sapevamo che potevamo farcela. La natura in questa tappa si è rivelata unica nel suo genere con alte colline disseminate di fitti boschi di lecci centenari.

Ripide salite, improvvisi acquazzoni e vesciche ai piedi non ci hanno fermati; infatti molti di noi, dopo lunghe riflessioni svolte durante il pranzo, hanno deciso di percorrere tutta la tappa senza usare il pullman.
sesta tappa 1

Cena finalmente!

Si può dire che poco prima di arrivare a destinazione in tanti erano  abbattuti emotivamente e sembrava che le distanze continuassero ad aumentare anziché diminuire, anche perché la destinazione di oggi era la cima di una collina non semplice da scalare.

Lungo il tragitto ci siamo ritrovati in un bel gruppo e ci siamo motivati, anche con momenti di follia collettiva, riuscendo a raggiungere la meta con animo sereno. Quando siamo arrivati a Monte do Gozo siamo stati tutti entusiasti e incredibilmente felici di poterci rinfrescare con una doccia e di fare finalmente riposare le nostre gambe. Cena al freddo in un ristorante qui vicino e ora… tutti a letto finalmente!

Stefano Malorgio, Matteo Cipelletti

 

Verso Santiago 2: prima tappa

26 aprile 2015

Il 25 aprile alcuni studenti della IV Classico e della IV Scientifico C hanno cominciato il cammino che porterà loro e i loro professori (padre Diego Mattei, la prof.ssa Annamaria Cocuzza e la prof.ssa Silvia Raffaelli) fino a Santiago di Compostela.

Hanno raggiunto in Spagna i compagni delle altre classi del IV anno che, partiti il 21 aprile, hanno già concluso la quinta tappa.

Noi seguiremo giorno per giorno il cammino dei due gruppi, attraverso le pagine di diario e le immagini che gli stessi pellegrini ci avranno inviato.


25 aprile, prima tappa, secondo gruppo: da Villafranca del Bierzo a Fonfria. Km. 27

Avanti tutta!

Avanti tutta!

Aperta la porta dell’albergo in cui abbiamo trascorso la notte dopo essere atterrati in Spagna, ha avuto inizio il nostro cammino.

Partiti molto titubanti e preoccupati, affrontiamo fango e salite e non demordiamo. Accompagnati dalla pioggia, raggiungiamo il rifugio nostra meta per il pranzo: abbiamo approfittato dell’occasione per recuperare le forze e condividere i bei momenti passati durante la settimana. 

Nel pomeriggio abbiamo attraversato paesaggi collinari ricoperti da un manto violaceo di fiori di erica che creavano un suggestivo contrasto con quelli di colore giallo.

Non contenti dei 27 chilometri percorsi, alcuni di noi hanno approfittato dell’occasione per allungare il tragitto di una manciata di chilometri!

Prima di spegnere i telefoni e addormentarci all’istante, ci gustiamo dal nostro sacco a pelo il suono della pioggia attraverso i vetri appannati.

Edoardo Buscaroli, Maura Cortese, Costanza Oliva

In cammino verso Santiago: quinta tappa

25 aprile 2015

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25 aprile, quinta tappa: da Palas de Rei ad Arzua. Km. 30

Dopo aver riposato abbastanza per affrontare una nuova giornata, rigenerati anche da un’abbondante colazione a base di brioche e torte, ci siamo messi in cammino verso Arzua. Vista la lunghezza della tratta e la determinazione di alcuni nel completarla a piedi, ci siamo divisi in due gruppi, come due giorni fa.  

Gruppo Iron Man
Appena partiti dall’ostello, un primo gruppetto si è subito staccato dagli altri e, con passo abbastanza veloce, li ha presto distanziati per cercare di recuperare il tempo perduto: eravamo infatti un po’ in ritardo sulla tabella si marcia. Alcuni quasi correvano, mentre gli altri si caricavano con un’allegra musica da acquagym, che ha permesso loro di non farsi sopraffare dalla fatica.

Pronti a tutto

Pronti a tutto

Riunitisi i due gruppi alla prima locanda 7 km dopo, alcuni ci hanno abbandonati scegliendo un’opzione meno competitiva e più tranquilla, ma molti di noi hanno continuato la camminata senza concedersi nemmeno una pausa. Ripartendo siamo riusciti a raggiungere un’incredibile velocità prossima ai 7 km/ h, che ci ha permesso di arrivare a Melide in poco più di un’ora.

I violenti brontolii dello stomaco di molti di noi ci hanno costretti a fermarci nel primo bar ristorante incontrato; si è rivelato un grosso errore. Nonostante le numerose e lusinghiere voci sul polpo cucinato nella città, gran parte di noi è rimasta insoddisfatta; il polpo non aveva gusto di polpo e gli altri piatti erano sommersi da patatine mollicce. Il nostro gruppo di atleti si è arricchito di nuovi adepti, desiderosi di completare tutta la tappa a piedi… ma provavamo una pesantezza di stomaco senza precedenti e come se non bastasse ha iniziato a piovere violentemente.

La seconda parte di questa tappa è stata la più dura; i crampi hanno iniziato a colpire, la stanchezza si è fatta sentire; la fame è stata combattuta grazie a una bancarella di frutta a disposizione dei pellegrini.
Durante il cammino sono stati rammentati episodi “memorabili” avvenuti nelle varie classi con protagonisti alcuni prof. tra cui vanno segnalati quelli con il professor Caprioli. 

Gli ultimi 3 chilometri sono stati i più faticosi: la pioggia rendeva difficoltosa la vista a chi aveva gli occhiali, le scarpe si sono allagate e gli impermeabili sono risultati quasi inutili. Appena arrivati all’ostello i nostri compagni già arrivati con i mezzi motorizzati ci hanno accolti con calore e ci siamo così ricongiunti a loro.


Gruppo Umani
Una volta partiti, siamo stati accompagnati per tutta la durata della mattinata da una pioggia intermittente e leggera  alternata a brevi momenti di sole che ci obbligavano a un continuo adattamento dell’abbigliamento:   l’umore comunque è rimasto alto nonostante la proditoria instabilità climatica.

quinta tappa2  25 4 15

Pausa

Neanche la distrazione di quattro nostri baldi giovani, che hanno sbagliato strada imboccando un vicolo cieco, ha spento la nostra motivazione. 

Fermatici in una locanda in un paese dal nome fatale (Casanova), ci siamo rifocillati e riposati, approfittando di uno dei pochi momenti di sole della giornata.

Durante il cammino da Casanova a Melide, intervallato dalle solite pause dovute all’ossessione di uno di noi (M.Z.) per “crugnare” la credenziale in ogni locale lungo la strada, abbiamo impiegato il tempo intonando le canzoni di grandi cantautori italiani come Franco Califano e Pino Daniele.

Pranzando in un bar lungo la strada, ci siamo ricongiunti per pochi minuti con il primo gruppo e, dopo un divertente pasto trascorso a immaginare possibili professioni future di alcuni nostri compagni, abbiamo comodamente raggiunto l’ostello in taxi; qui ci siamo riposati e lavati in attesa dei nostri compagni.

Durante la cena consumata in ostello è nata una discussione sull’esorcismo e sul tema del male, che ha coinvolto gradualmente tutto il gruppo e si è conclusa con una breve condivisione delle emozioni provate durante la giornata. Alcuni compagni, incuranti della seria discussione, hanno approfittato degli apparecchi che massaggiano i piedi dei pellegrini affaticati.

Ora speriamo in un sonno ristoratore… ne abbiamo davvero bisogno!

Andres Antonioli, Camille Ortoleva, Silvia Taranto

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