Il Leone alla Wired Next Fest

23 maggio 2015

Venerdì 22 maggio le classi terze dei Licei del Leone XIII, accompagnate dai proff. Argenti, Pedrotti e Tenconi, hanno preso parte alla Wired Next Fest, il festival di Wired dedicato all’innovazione. Ce ne parla Costanza, una studentessa del nostro Liceo Classico.

Futuro, innovazione e creatività in festa, 22-23-24 maggio 2015

Il fuori Expo dell’innovazione porta conoscenza, intrattenimento e cultura in una nuova dimensione, quella del futuro. Per questa occasione la Wired Next Fest è stata simboleggiata da un cubo, da cui il titolo Festival dell’Ipercubo.

L'Ipercubo

L’Ipercubo

È stata scelta questa figura, come ci è stato spiegato, per le sue tre dimensioni e il significato che attraverso queste si vuole inviare al pubblico. La prima è la retta che, dotata di verso e velocità, disegna la base; poi l’altezza, che rivela l’esistenza di un piano, garantendoci una visione di insieme; ed infine la profondità, che conferisce comprensione attraverso il volume e lo spessore che genera.

Lo scopo di questo festival è quello di ragionare con il pubblico su argomenti di grande importanza, alcuni dei quali toccano noi giovani da vicino, come il tentativo di rivoluzionare l’insegnamento scolastico sul modello di un mondo che sta velocemente cambiando. Sorpresi dalle novità che ci circondavano, siamo stati spinti ad esplorare sempre di più e a scoprire la tecnologia che ci aiuterà nel prossimo futuro. Abbiamo così scoperto laboratori sulla stampa 3D, sulla robotica, sul design.

Durante la nostra prima sessione, che si è tenuta nel main dome, abbiamo assistito a due diverse interviste che ci hanno testimoniato la forte presenza della musica in questo festival. La musica ha subito una duplice lettura, sia come linguaggio a cui applicare le nuove tecnologie, sia come strumento di trasmissione di messaggi spesso provocatori, con l’intenzione di far riflettere l’ascoltatore.

Mogees

Mogees

La prima intervista era rivolta a Bruno Zamborlin, inventore di Mogees, un sensore che sarà lanciato tra un paio di settimane. Questo sensore, applicato su un qualsiasi oggetto, consente di trasformarlo in uno strumento musicale. Lo si collega tramite alcuni cavi ad un telefono e, con un’apposita app, le vibrazioni dell’oggetto percosso vengono trasformate in suoni.

La seconda intervista vedeva come protagonista il rapper Marracash, che ha esposto le sue idee sul suo genere di canzoni e ha evidenziato come questo genere, progressivamente negli anni, sia stato inglobato dalla società e usato come veicolo di informazioni.

Entrambe le interviste a prima vista sono sembrate diverse, senza elementi in comune, ma ragionando si capisce quale sia il loro comune denominatore, per usare un termine matematico: entrambi gli intervistati hanno raggiunto un obiettivo importante seguendo i propri sogni. Sono partiti dal nulla e sono arrivati molto lontano. La strada da loro seguita non è stata sicuramente priva di intoppi e inciampi, ma oggi abbiamo potuto vedere in loro persone realizzate.

Infine abbiamo seguito un workshop durante il quale abbiamo appreso a grandi linee le tecniche vincenti per scrivere un best seller di fantascienza. Sembra semplice ma, essendo un genere sviluppatosi da più di 60 anni, tutte le principali tematiche, quali viaggi temporali, scoperte di nuovi mondi, interazioni con creature sovrumane, sono già state ampiamente sviluppate, e al giorno d’oggi si rischia di proporre qualcosa di banale.

Costanza Masetti
III Liceo Classico

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