Visita al Corriere della Sera

3 febbraio 2016

Venerdì 15 gennaio noi alunni della II Media C, con i nostri compagni della II D, siamo andati in visita alla sede del Corriere della Sera, storico quotidiano milanese “nato” nel 1876 grazie a quattro giornalisti. All’epoca il Corriere era distribuito unicamente in Milano e provincia ed era composto solo da quattro facciate di cui l’ultima di pubblicità.

Ci hanno accompagnati in via Solferino il professor Dambrosio e la professoressa Aliprandi.

Dapprima abbiamo guardato un video che illustra le attività svolte all’interno della struttura. In questo filmato l’ex direttore del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport spiega con parole semplici la storia del quotidiano, come viene stampato e impaginato quello che troviamo nelle nostre edicole e i pericoli del mestiere del giornalista.

linotype corriereUna signora, la nostra guida, ci ha accompagnato a visitare alcune zone dell’edificio; prima che cominciassero gli scalini ci siamo soffermati davanti al macchinario (linotype, nella foto), che ha rivoluzionato la metodologia di stampa del Corriere (fu importato dall’America nel 1912 da Albertini). Sembra una gigantesca macchina da scrivere, ma in realtà al premere delle lettere spostava meccanicamente i caratteri mobili che si posizionavano uno dopo l’altro fino a formare una frase; quando la frase era completata veniva intinta nel piombo caldo, sostanza che penetrava nelle lettere, e poi automaticamente il macchinario spostava la frase stampandola sul cartone. Il piombo penetrava in esso e rimaneva impresso, così si potevano stampare diverse copie del giornale premendo il cartone sulla carta.

Salendo le scale abbiamo osservato i ritratti e le foto dei più importanti scrittori che hanno collaborato con il Corriere.

La guida ci ha fatto entrare in una sala dove si tengono le riunioni del mattino, momento in cui si decide il timone, e gli incontri della sera, quando si controlla se sono arrivati tutti gli articoli e se si può procedere alla stampa. Alle riunioni partecipano i capi della redazione giornalistica e i posti non sono fissi a parte due: il posto del direttore del giornale cartaceo che è al centro e il posto del direttore del quotidiano online, individuabile dalla presenza di un computer.

II Media C 15 1 16

I ragazzi della II C

Davanti al direttore del giornale cartaceo sono posizionati due televisori e una telecamera, il primo televisore è collegato al computer, l’altro è in diretta in videoconferenza con la sede della redazione di Roma e la telecamera serve per la videochiamata a Roma.

La sala, chiamata Albertini, è identica a quella che c’era nella redazione del Times di Londra, perché Luigi Albertini, il giornalista che ha importato il macchinario che rivoluzionò il Corriere, aveva chiesto di realizzare una sala identica a quella del Times perché proprio lì aveva iniziato la sua professione di giornalista e ne era molto affezionato.

In questa sala ci sono alcuni quotidiani incorniciati e tra questi il primo numero uscito e molti altri riferiti agli eventi più importanti della storia, come l’attacco terroristico alle Torri Gemelle a New York negli Stati Uniti.

Infine è arrivato un giornalista a parlare con noi e gli abbiamo posto molte domande sulla sua vita, sui pericoli del suo lavoro e sulla difficoltà della sua professione. Si è complimentato con noi poiché eravamo molto coinvolti e attenti alle sue spiegazioni e risposte.

Ci hanno regalato una copia del Corriere della Sera, una della Gazzetta e un abbonamento al Corriere online per un mese; oltre a ciò ci hanno soprattutto regalato un’esperienza magnifica che ricorderemo a lungo e forse un giorno qualcuno fra noi sarà il giornalista che spiegherà ai nostri figli o nipoti la storia di questo quotidiano milanese, conosciuto e diffuso in tutto il mondo!

Beatrice Bianchi e Lucrezia De Toffoli
Scuola Secondaria di I Grado – Classe II C

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