Greco e latino: quale futuro?

22 febbraio 2016

Giovedì 25 e venerdì 26 febbraio, presso l’Istituto Gonzaga di Milano, si terrà il convegno Gli orizzonti della didattica delle lingue classiche, organizzato dal medesimo Istituto e da Pearson Italia, con il patrocinio del Dipartimento di Studi Letterari, Filologici e Linguistici dell’Università Statale di Milano.

AteneInterverranno studiosi del mondo antico come Massimo Gioseffi, docente di Letteratura Latina alla Statale di Milano, e Cinzia Bearzot, ordinario di Storia Greca in Cattolica.

E’ stato invitato a tenere un intervento anche il nostro prof. Carlo Campanini, docente di Latino e Greco al Liceo Classico e autore di manuali delle lingue classiche a diffusione nazionale. Titolo della sua relazione: Le parole e le cose. Insegnare la lingua greca nel triennio.

Scarica il programma del convegno.

Abbiamo chiesto al prof. Campanini un breve spunto, come anticipazione del suo intervento:

“Eppure il greco nelle nostre scuole non s’impara, si finge di impararlo”. Così scriveva già nel 1930 uno dei più grandi filologi italiani se non il più grande, Giorgio Pasquali, certo esagerando un po’. Il fatto è che il problema di una didattica efficace delle lingue classiche è attuale oggi come ieri, anzi ancor di più oggi, in un tempo di grandi e rapidissime trasformazioni culturali e in un mondo che tende ad appiattirsi in un presente “smemorato” e ripiegato su se stesso.
Giovani “nuovi” rispetto a quelli del passato, con aspirazioni diverse e proiettate su una realtà certo più complicata, impongono a chi le insegna e crede nel loro altissimo valore culturale, un ripensamento che non riguardi solo i metodi, ma anche la funzione e il significato stesso delle lingue antiche, discipline storiche per eccellenza. E’ una ricerca da cui non ci si può sottrarre!

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