Il valore della formazione universitaria

27 settembre 2016

Nell’ambito delle iniziative organizzate dall’Istituto per l’orientamento universitario abbiamo avuto il privilegio di ospitare al Leone XIII il prof. Andrea Sironi, Rettore dell’Università Bocconi di Milano, che ha incontrato gli studenti del IV e V anno dei Licei Classico e Scientifico della nostra scuola.

Il prof. Sironi – che ha esordito dichiarando con una punta di orgoglio di essersi diplomato al Liceo Classico – ha parlato del valore della formazione universitaria e delle sfide che il mondo accademico si trova ad affrontare oggi, riferendosi in particolare all’Università che dirige.

La sintesi di questo incontro è affidata ad uno studente del V anno, Alessandro:

L’intervento del prof. Sironi ha incuriosito fin da subito gli studenti, che hanno seguito con grande interesse ed attenzione.  

Il Rettore ha evidenziato tre direttrici che le Università devono percorrere, se vogliono restare competitive: internazionalità, esperienze di lavoro e mobilità sociale.

Il prof. Andrea Sironi (a destra) con il prof. Vincenzo Sibillo, preside dei Licei

Il prof. Andrea Sironi (a destra) con il preside dei Licei, il prof. Vincenzo Sibillo

Nel XXI secolo, ci ha ricordato, essere cittadini del mondo è imperativo (categorico, aggiungerebbe Kant).

Ha sottolineato l’importanza dell’inglese, in quanto lingua della scienza e degli affari, e l’utilità delle esperienze di studio e di lavoro all’estero, che permettono di conoscere e sperimentare nuovi modi di apprendere, ragionare e guardare il mondo: valori e competenze molto utili e sempre più richiesti dal mercato del lavoro.

Ha affermato che la formazione liceale italiana è molto solida ed apprezzata all’estero, ad esempio dalle Università americane, sempre alla ricerca dei migliori studenti. Anche l’Università italiana ha punte di eccellenza riconosciute in tutto il mondo. 

L’Università Bocconi ha rivoluzionato il rapporto tra ateneo e aziende, dando vita ad un fitto dialogo con il mondo dell’impresa, nel tentativo di creare osmosi fra il sapere che si produce in università e nelle aziende. Questo legame, rafforzato di anno in anno, fa sì che oltre il 94 % dei laureati in Bocconi trovi lavoro a un anno dalla laurea, percentuale altissima in Italia. 

Ricordiamoci però, come ha sottolineato il Rettore, che la Bocconi va pensata prima di tutto come una grande impresa intellettuale e morale mirata a progettare il futuro. Il professore ci ha ricordato che l’importante in fondo non è studiare economia, ma imparare a coltivare un’ampia apertura mentale, qualunque strada scegliamo di intraprendere; non è studiare in Bocconi, ma vivere interamente l’esperienza universitaria e imparare a cogliere le migliori opportunità che ci verranno proposte, ovunque andremo; non è pensare alla carriera, ma seguire le nostre passioni e far sì che sia la curiosità a guidare la nostra ricerca.

Insomma, nel corso dell’incontro siamo giunti al cuore di una delle realtà più ambite e riconosciute del mondo universitario italiano attraverso la voce di chi la governa, dimostrandosi un’occasione di orientamento di grande valore per noi ragazzi di quarta e quinta liceo, ora più di prima sicuri di dover compiere scelte informate e consapevoli.

In altre parole, è stata un’opportunità che ci ha aiutato a comprendere come non sia mai troppo presto per iniziare ad intrecciare i fili di quella che sarà la trama del nostro futuro professionale e personale.

Alessandro Rubini
V Liceo Classico

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