Leoniani negli Emirates per il CWMUN 2016

14 novembre 2016

Il bell’articolo apparso il 13 novembre in primo piano su Repubblica.it  testimonia l’importanza che il progetto Change the World Model United Nations ha ormai assunto nella formazione internazionale dei nostri giovani. 

Gli studenti del Leone XIII

Gli studenti del Leone XIII

L’articolo si sofferma in modo particolare a sottolineare l’elevato numero di iscrizioni femminili alle simulazioni delle Nazioni Unite, in controtendenza con i dati ufficiali che vedono le carriere internazionali saldamente in mano agli uomini.

E’ oltremodo curioso che questo succeda in una terra e all’interno di una cultura da noi accusata di trascurare le donne, anzi di collocarle senza mezzi termini ad un livello inferiore e diseguale della scala sociale.

I nostri nove partecipanti al progetto, che si svolge tra Dubai e Abu Dhabi dal 9 al 16 novembre, Francesco Cicardi, Luca Danese, Delia Maiocchi, Greta Meloni, Sofia Pragliola, Ludovica Santa, Camilla Tenderini, Francesco Valente e Francesca Vitiello, non fanno che confermare quanto riportato dall’articolo: femmine battono maschi per 6 a 3!

Il campus della NYU ad Abu Dhabi

Il campus della NYU ad Abu Dhabi

Ma i motivi di interesse per noi del Leone non si fermano qui. Cominciamo col dire, per esempio, che i nostri nove partecipanti sono tutti studenti del primo anno e provengono da tutti i nostri tre Licei: Classico, Scientifico e Scientifico Sportivo. Si tratta, come ho avuto modo di dire in sede di presentazione del progetto, di un vero e proprio battesimo dell’internazionalità ad alto livello, trasversale per i nostri licei, e in continuità con quanto già proposto dalle attività promosse dalla nostra Scuola Secondaria di Primo Grado.

I nostri giovanissimi hanno avuto modo di lavorare e muoversi all’interno di uno dei più prestigiosi campus universitari americani nel mondo, la New York University di Abu Dhabi: e anche questo mi sembra un dato da sottolineare, vista la sempre maggiore richiesta dei nostri studenti di andare a studiare negli Stati Uniti o comunque fuori dalle Università italiane. Senza contare poi che nel corso di queste simulazioni i partecipanti , i delegates, come vengono chiamati, esercitano competenze trasversali di fondamentale importanza per il loro futuro, quali la capacità di negoziare, di fare gioco di squadra, di leadership, e imparano a parlare in pubblico, correttamente, seguendo delle regole e rispettando gli avversari.
Il prof. Tenconi con studenti internazionali

Il prof. Tenconi con studenti internazionali

Ma la posta in gioco è ancora più alta. Come ha osservato il nostro ambasciatore negli Emirati Arabi, S. E. Liborio Stellino, inaugurando come lo scorso anno la giornata di apertura dei lavori del CWMUN 2016, è urgente oggi plasmare una nuova generazione di giovani adulti, che sappiano risintonizzare la società, facendo una vera e propria opera di ingegneria sociale, che sappiano abbattere i muri e costruire i ponti tra le culture e le persone che, nelle loro diversità, nutrono  il desiderio comune di vivere in pace.

Perché, se non riusciamo a fare questo, come ha aggiunto il dr. Claudio Zucchelli, presidente del Consiglio Amministrativo di Giustizia in Sicilia, anch’egli ospite della cerimonia di apertura, là dove non arriveranno gli scambi culturali, arriveranno le armi.

Il compito sembra essere quindi ancora una volta affidato alle scuole: creare occasioni di scambio di culture, favorendo la mobilità degli studenti, moltiplicando le opportunità di incontro e di scambio di best practices tra studenti e docenti, con un occhio alla sostenibilità per il mondo che andiamo a costruire per e con i nostri giovani. E, penso di poter dire con una punta di orgoglio, il Leone in quest’opera di costruzione è davvero avanti.

Prof. Paolo Tenconi
Coordinatore dei Progetti

 

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