Verso un mondo più legale

5 febbraio 2017

Nuovo percorso di educazione alla legalità alla Secondaria di I Grado: le classi Terze hanno avviato un progetto in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Milano che le porterà non solo a conoscere da vicino i luoghi della giustizia milanese, ma anche ad incontrare magistrati e avvocati civilisti e penalisti, per un approccio diretto con i temi della giustizia e con il sistema giudiziario italiano.

Verso la fine di marzo, ogni classe incontrerà un pool di esperti a scuola; lo scorso 30 gennaio è stata invece la volta di una interessante visita al Palazzo di Giustizia, sulla quale abbiamo ricevuto da alcune studentesse di Terza D questo interessante report:

Tribunale

Aula del Tribunale

La mattina di lunedì 30 gennaio le classi Terze Medie si sono recate in corso di Porta Vittoria per visitare il Palazzo di Giustizia.

All’entrata abbiamo seguito una procedura di sicurezza passando sotto ad un metal detector poi, accompagnati dall’avvocato Daniele Barelli, ci siamo recati nella sala dell’Ordine del Consiglio degli Avvocati, dove ci sono stati spiegati loro il valore della giustizia nella società e l’importanza del ruolo di chi ha il compito di difenderla. Alcuni di noi sono stati anche invitati a provare la toga, ovvero la tunica nera indossata dagli avvocati in tribunale.

In seguito ci siamo recati nell’aula più importante di tutto il Tribunale, la Corte d’Assise, dove si tengono le principali udienze penali. Al suo interno ci sono una serie di panche sulle quali si siedono gli avvocati difensori, una postazione per il Pubblico Ministero, una cella in cui vengono rinchiusi gli imputati e le sedie dei giudici,  disposte attorno ad un tavolo al centro del quale  siede il Presidente. Al momento della decisione finale del processo, i giudici si ritirano in una piccola stanza controllata dalle guardie e giungono ad elaborare la sentenza finale.   

L’ avvocato Barelli ci ha spiegato l’importanza del mosaico posto sul muro sopra al tavolo dei giudici: l’elemento principale è la Giustizia, rappresentata con una spada in mano, pronta ad affrontare coloro che non l’hanno rispettata. 

La statua della Giustizia

La statua della Giustizia

Dopo aver approfondito diverse curiosità, con l’avvocato ci siamo spostati nel corridoio, dal quale abbiamo ammirato un’ altra opera molto importante del Tribunale: la statua, posta nel cortile interno, che rappresenta la Giustizia con due spade in mano. La sua espressione è triste e si intravvede una piccola lacrima sul viso; è ferita perché spesso non viene rispettata e allo stesso tempo essa stessa ha il compito di infliggere delle punizioni.

Nel proseguimento della visita ci siamo soffermati davanti alla targa posta in memoria delle vittime dell’attentato del 9 aprile 2015, nel quale sono morte tre persone: Fernando Ciampi, Giorgio Erba e Lorenzo Alberto Claris Appiani. L’avvocato Barelli ha ricordato con commozione quei tragici istanti, coinvolgendo tutti noi che lo stavamo ascoltando.

Successivamente si è avuta l’opportunità di assistere ad una fase di un processo penale, in particolare il momento in cui sono entrati i testimoni, ai quali è stato richiesto di recitare un giuramento: 

CONSAPEVOLE DELLA RESPONSABILITÀ MORALE E GIURIDICA CHE ASSUMO CON LA MIA DEPOSIZIONE, MI IMPEGNO A DIRE TUTTA LA VERITÀ’ E A NON NASCONDERE NULLA DI QUANTO È A MIA CONOSCENZA

Il giudice impegnato in quel procedimento ci ha dato alcune spiegazioni, mentre noi, particolarmente interessati, abbiamo assistito in assoluto silenzio.

Avviandoci verso l’uscita, ci siamo fermati davanti ad un’altra targa, posta in ricordo di Guido Galli, magistrato e professore universitario ucciso da Prima Linea nel 1980 in seguito ad importanti processi contro il terrorismo. In sua memoria la famiglia scrisse delle parole molto significative: 

AVETE SEMPLICEMENTE ANNIENTATO IL SUO CORPO, MA NON RIUSCIRETE MAI A DISTRUGGERE QUELLO CHE LUI HA ORMAI DATO PER IL LAVORO, LA FAMIGLIA, LA SOCIETÀ. LA LUCE DEL SUO SPIRITO BRILLERÀ SEMPRE, ANNIENTANDO LE TENEBRE NELLE QUALI VI DIBATTETE. 

Con questo ricordo di un uomo che ha sacrificato la propria vita per difendere la Giustizia,  la visita si è conclusa.

Dopo aver ringraziato l’avvocato Barelli, siamo tornati in Istituto arricchiti da una nuova e coinvolgente esperienza, con il concetto di Giustizia  ben chiaro ed interiorizzato dentro di ciascuno di noi

Viola Vittorelli, Vittoria Del Borrello, Elisa Mancini
Scuola Secondaria di I Grado

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