Duemila giovani a New York per il CWMUN 2017

19 marzo 2017

Dal 16 al 22 marzo, presso il Palazzo di Vetro di New York, una delegazione di studenti dei nostri Licei, accompagnati dal prof. Paolo Tenconi, docente, responsabile dei progetti al Leone XIII e membro dell’International Board del CWMUN, partecipa alle simulazioni dei lavori assembleari dell’ONU.

Ci scrive da New York il prof. Tenconi:

Come da tradizione gli Irlandesi, o gli Irish for one day, calano su Manhattan dalle sei del mattino nel giorno della loro festa nazionale di San Patrizio, dove tutto come d’incanto si tinge di verde: trombe da stadio, caroselli in strada e urla di vario genere svegliano anche coloro che ai piani alti dei grattacieli hanno osato contravvenire al dettame della Grande Mela che non dorme mai!

Apertura dei lavori

Apertura dei lavori

In questo strano e festoso venerdì 17 marzo, giorno in cui non si scende dai marciapiedi con il piede sinistro e si saluta chi si incontra, feste tradizionali e superstizioni popolari si incrociano vorticosamente, creando un mix davvero suggestivo. Ma è anche opportuno evitare di camminare al centro dei marciapiedi e questo non ha nulla a che fare ne’ col venerdì 17 ne’ con San Patrizio: dalle sporgenze dei grattacieli, infatti, cadono ogni tanto blocchi di neve congelata, memoria della tempesta perfetta dell’altro ieri che a momenti ci teneva in Italia. Questa è l’America, o meglio questa è la New York che ogni anno ci ospita e ci affascina.

In questa giornata colma di emozioni si sono aperti i lavori della nuova edizione del CWMUN 2017: alle 18:30 la grande Sala Assembleare si è riempita di duemila giovani di 90 nazioni diverse, che dalle 16:30 si sono incolonnati con pazienza lungo i cancelli sulla First Avenue, record assoluto di presenze  da quando esiste questo progetto. “Nemmeno per il Papa abbiamo visto un affollamento simile” ci dice il responsabile della sicurezza del Palazzo di Vetro: e il dato non può che entusiasmare e far rabbrividire insieme.Come tutti gli anni ha aperto i lavori il CEO di Diplomatici, Claudio Corbino: con le sue parole ha voluto spronare i giovani ad assumere il proprio futuro come un dovere e ad avere la forza di cambiare il mondo. A seguire ha preso la parola Sebastiano Cardi, Rappresentante Permanente della Missione Italiana presso le Nazioni Unite che ospita i nostri lavori.

Gli ospiti del CWMUN

I testimonial del CWMUN 2017

Alla sua testimonianza sono seguiti gli interventi dei “soliti” protagonisti che ruotano ormai abitualmente intorno alla Diplomatici, tra cui ricordiamo Lucio Caracciolo, direttore di Limes e Amina Mohammed, ministro dell’ambiente della Nigeria, nominata dall’ex Segretario Generale Ban Ki-moon responsabile per lo sviluppo sostenibile.

Senza dimenticare Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, una delle eccellenze italiane nel mondo. Apprezzatissime guest stars di quest’anno sono state le campionesse Beatrice “Bebe” Vio e Tania Cagnotto, che hanno trasmesso sicuramente un po’ del loro entusiasmo vincente ai nostri giovani. Commoventi e piene di vita le loro testimonianze, grande il loro messaggio di provare a vincere nonostante tutti e contro ogni avversità. E di questa grinta i nostri giovani hanno sicuramente bisogno!

Non dobbiamo dimenticare, infatti,  che alla fine il CWMUN è un grande gioco di ruolo, una gara ad alto livello, dove gli studenti giocano a fare gli ambasciatori per il Paese che è stato loro assegnato. E devono mettercela tutta per far vincere le ragioni geopolitiche della loro “patria”. In palio c’è l’ambita best delegation, ma anche una significativa honourable mention sarebbe gradita: sarebbe il segno evidente di essere stati notati tra i tanti, di essere emersi per determinazione e idee in mezzo al folto gruppo. Non è un compito facile, la concorrenza è ogni anno più abbondante e più agguerrita. 
Una parte dei delegati del Leone XIII

Un gruppo dei delegati del Leone XIII

E allora? Alziamo bandiera bianca prima di combattere? Sicuramente no! I nostri Giorgio Bernucci, Elisabetta Biella, Sofia Cagliero, Andrea Caramaschi, Elisabetta Ceci, Giulia Grasso, Federica Griziotti, Flavia Laffineur Petracchini, Alessandra Potsios, Elena Rubini, Roberto Schiavo e Beatrice Sutter si sono preparati per mesi per questo appuntamento e non si lasceranno certo intimidire dalle luci del Palazzo o dalla difficoltà della tenzone.

Affronteranno due assemblee molto affollate e impegnative, la General Assembly e l’Ecosoc, e dovranno dibattere sul tema caldo dell’Africa e dei suoi rapporti con l’Europa e con il mondo globale che cambia a velocità supersonica.

Ma ripetiamolo ancora una volta: la vittoria dei nostri giovani non sarà affidata ad un documento, per quanto bello e ambito. Usciranno vincitori dal CWMUN se avranno imparato ad ascoltare l’opinione degli altri, a mettere in discussione la propria, a negoziare con pazienza in cerca di una soluzione pacifica, a prendere la parola con coraggio davanti a qualche centinaio di coetanei, a superare paure e pregiudizi. Per due giorni interi giocheranno con gli strumenti della democrazia, lavoro faticoso, ma che forse, a medio termine, fa sperare in qualche miglioramento nella situazione attuale del mondo, dove ognuno può fare la propria parte.

Questo è il loro impegno, coerente con quanto dalle cattedre tutti i giorni professiamo loro, questa sarà la loro vittoria, questo il risultato a cui ambire: uomini e donne per gli altri e con gli altri. Cominciamo dai primi passi.


Prof. Paolo Tenconi
Referente dei Progetti

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