Rivoluzione digitale: e a scuola?

21 maggio 2017

Scuola Digitale

Martedì 16 maggio, a Bergamo, una delegazione del Leone XIII composta dalla maestra Raffaella Rossi, dai proff. Daniela Aliprandi e Claudio Cocchetto, e dagli studenti di IV anno dei Licei, Laura Di Martino, Tommaso Costa ed Edoardo Russo, coordinati dalla prof.ssa Francesca Argenti, ha partecipato agli Stati Generali della Scuola Digitale, organizzati da Imparadigitale.

Questo il tema di fondo della manifestazione: la tecnologia è oramai diventata parte integrante della vita e della realtà dei giovani. E la scuola? È riuscita a coglierne le opportunità con risultati soddisfacenti?

Durante la giornata di discussione degli Stati Generali della Scuola Digitale, le risposte sono state per lo più negative. L’industria ha raggiunto la sua quarta rivoluzione, la famosa 4.0, i ragazzi ne stanno subendo i cambiamenti e i condizionamenti, ma la scuola non ha la capacità di stare sulla “stessa onda”. I molti interventi hanno mostrato come, nel mondo del lavoro, il digitale sia indispensabile e quanto il suo sviluppo possa davvero portare ad innovazioni positive, anche se è difficile essere pronti a questo cambiamento.

Si parte dalla consapevolezza che l’educazione rappresenta la leva su cui il Paese può fare innovazione, come ha affermato Sabrina Bono, Capo di Gabinetto del MIUR, seguita da Delia Campanelli, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, che  ha evidenziato la necessità di lavorare sulle competenze degli studenti e su un nuovo modo di reinterpretare la competenza professionale dei docenti e dei dirigenti scolastici; ha poi ammesso: Stiamo preparando alla cieca i ragazzi per professioni che ancora non conosciamo.

La delegazione del Leone

La delegazione del Leone

Gli Stati Generali della Scuola Digitale, chiusi dall’intervento del ministro Valeria Fedeli, ci hanno presentato una scuola in piena trasformazione, che cerca una bussola all’interno delle inevitabili innovazioni che il Digitale porta.

Non siamo abituati a ragionare in termini di andamenti esponenziali, ma logaritmici ha avvertito Stefano Quintarelli, pioniere dell’informatica, portando l’esempio della riproduzione di batteri in un bicchiere d’acqua: perché i batteri riempiano tutto il bicchiere sono necessari 60 minuti, ma fino al cinquantacinquesimo nessun cambiamento è visibile. Quando osserviamo un fenomeno e non vediamo dei risultati – ha concluso Quintarelli – non è detto che non stia accadendo nulla, perché negli andamenti esponenziali tutto accade negli ultimi istanti. Basta col considerare ciò che avviene negli ambienti digitali come il virtuale, inteso come non reale: “esiste un’unica realtà, che è materiale o immateriale”.

I dibattiti pomeridiani poi hanno fatto emergere i temi più disparati, tra i quali l’incoerenza tra la richiesta di innovare e l’imposizione di vincoli rigidi (rappresentati per lo più dalla tipologia di prove degli Esami di Stato), che ostacolano un cambiamento nelle metodologie didattiche.

Nel tavolo di lavoro sul coding e la robotica, invece, il nostro studente Tommaso Costa, di IV Scientifico C, ha portato a tutti l’esempio del laboratorio di robotica organizzato dal prof. Christian Devaux.

Infine il Ministro dell’Istruzione, che ha annunciato lo stanziamento di più di 8 milioni di Euro per gli animatori digitali, ha ricordato a tutti: Le competenze tecnologiche-scientifiche non devono arginare il vasto patrimonio umanistico italiano.

Un passo verso la scuola 4.0? Questo ce lo diranno solo i risultati delle trasformazioni in atto.

Prof.ssa Francesca Argenti, referente nazionale per la didattica con la tecnologia
Laura Di Martino, IV Liceo Scientifico B

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