Romania, voce di due rigenerati volontari

19 luglio 2017

Si è da poco concluso il primo turno (2-17 luglio) del campo estivo di volontariato a Sighet Marmatiei in Romania.

A questo campo prendono parte alunni ed ex alunni delle scuole dei Gesuiti,  che svolgono lezioni di lingua italiana e inglese; curano l’animazione con i bambini dell’orfanotrofio, con i bambini disabili e con i degenti dell’Ospedale comunale; assistono gli anziani.

L’obiettivo di questo campo è vivere una forte esperienza di solidarietà con la popolazione rumena di Sighet, specialmente con i più poveri ed emarginati; vivere in comunione con la comunità cattolica latina che accoglie i volontari; vivere un’esperienza di missione, nelle attività di servizio e nella ricerca di un cammino personale e comunitario di fede.

Quest’anno erano presenti tre studenti del Leone XIII, Isabel Calandrini di III Liceo Scientifico, Fiammetta Mondini di IV Liceo Classico e Alessandro Tagietti di III Liceo Classico. Abbiamo ricevuto da Isabel e Alessandro una pagina delle loro impressioni, che di seguito pubblichiamo:

Si è appena conclusa la nostra esperienza di due settimane di volontariato in Romania. Inizialmente siamo partiti accompagnati da qualche perplessità. Pensavamo alla realtà che ci aspettava, così lontana e senza volto, apparentemente molto diversa dalla nostra.

Il normale straniamento iniziale si è stemperato velocemente fino a scomparire del tutto. Infatti, già dai primi giorni, abbiamo notato un grande spirito di squadra che legava tutti i volontari provenienti da Roma, Napoli, Torino, Milano, Genova e Bologna.

Gruppo di volontari Romania 2017

Gruppo di volontari Romania 2017

Del Leone XIII eravamo in tre, Fiammetta, Alessandro e Isabel.

Le famiglie erano molto ospitali, ci siamo subito ambientati e sentiti parte di loro. L’inevitabile barriera linguistica è incredibilmente crollata nel giro di qualche ora; è bastato qualche gesto, due frasi in un rumeno improvvisato accompagnato da sguardi capaci di sostituire la lingua, che si sono abbattuti i muri, lasciando spazio ai cuori che si esprimono nella loro più pura autenticità, al di là di tante parole.

Il giorno d’arrivo siamo stati smistati nelle singole attività di volontariato che ci attendevano il mattino seguente. Queste variavano dalla scuola all’assistenza per anziani, all’orfanotrofio, all’ospedale psichiatrico ed altre situazioni dal forte impatto emotivo, realmente formative.

ALESSANDRO TAGIETTI

Ho fatto il volontario presso la scuola. L’ambiente scolastico, forse il meno tagliente dal punto di vista emotivo, si caratterizzava per la brillante professionalità. Il volontario entra nelle vesti di un vero e proprio docente, munito di registro, programma, pile di libri e montagne di fotocopie, ed una classe di quindici ragazzini rumeni. Ho studiato attentamente, man mano che li conoscevo, le singole storie dei miei piccoli studenti. Mi sono scontrato con realtà complesse, che fanno riflettere sui tanti perché che attualmente non trovano risposta.

Alessandro Tagietti, Fiammetta Mondini e Isabel Calandrini, volontari del Leone XIII in Romania 2017

Alessandro Tagietti, Fiammetta Mondini e Isabel Calandrini, volontari del Leone XIII in Romania 2017

Mi chiedevo perché quella bimba con le trecce, seduta in primo banco, per la quale ho provato profondo affetto, fosse nata così per caso, senza genitori. Mi chiedevo perché sempre quella bimba con le trecce, così silenziosa e diligente, fosse capitata nelle mani di una nonna senza marito, senza lavoro e senza soldi, ed insieme alla cugina di appena due anni, Sofia, consumasse la sua fanciullezza in un angusto monolocale. Mi chiedevo perché quella bimba con le trecce fosse l’unica che tutti i giorni a fine lezione si avvicinasse a me e alla mia collega e, così, senza come senza ma, ci abbracciasse. So solo che in quegli abbracci si condensava l’enorme riconoscenza per quel briciolo di sforzo che ci costava insegnarle l’italiano.

Posso dire che in quegli scatti d’amore così veri e spontanei ci fosse l’intenzione di colmare solchi neri e profondi, un vuoto sofferto e dirompente nello sguardo di Andrea. Dalla mia bimba con le trecce, a cui con pochissimo ho dato tantissimo, mi accorgo solo ora di aver ricevuto altrettanto, se non molto di più.

ISABEL CALANDRINI

Ho fatto l’animatrice presso Casa Copii, ossia l‘orfanotrofio che accoglie bimbi dai 4 ai 16 anni. Il mio lavoro, insieme a quello di altri quattro volontari, consisteva nell’organizzare giornalmente giochi, attività sportive e balli. La lingua non è stata un ostacolo perché i bimbi che sapevano l’inglese e l’italiano (che hanno studiato presso la scuola di Sighet) facevano da traduttori e comunque, in caso di necessità, esprimersi a gesti funziona sempre! 

Isabel e Fiammetta giocano con i bambini di Casa Copii

Fiammetta e Isabel giocano con i bambini di Casa Copii

Ogni giorno i piccoli ci accoglievano a braccia aperte con il sorriso sulle labbra e non vedevano l’ora di iniziare a divertirsi con noi. Mi sono affezionata ad ogni singolo bambino che in sole due settimane ha preso un posto nel mio cuore. L’ultimo giorno non è stato un addio, ma un arrivederci; ci siamo scambiati dei pensieri (disegni e piccoli giochi che avevo portato da casa) e mi hanno promesso che da grandi mi verranno a trovare in Italia.

In conclusione, vogliamo ringraziare per l’unicità dei valori, la purezza dei cuori, la limpidezza degli sguardi di tutti coloro con cui abbiamo condiviso l’esperienza, dal gruppo dei volontari, ai padri Gesuiti, alle singole realtà in cui ci siamo imbattuti. Vogliamo ringraziare per il bagaglio di speranza verso il futuro troppo incerto che ci riportiamo a casa. Abbiamo compreso che l‘ Amore è l’ unico garante di fiducia nel domani, che ha riempito le nostre anime per tutto il tempo che ci è stato concesso. Vogliamo ringraziare per averci fatto cogliere l’eternità negli occhi di un bambino che si protende in un abbraccio, e comprendere meglio la caducità di certe sensazioni date dai beni materiali destinati a consumarsi con il tempo, ai quali nella vita di tutti i giorni diamo forse troppa importanza. Abbiamo capito che ciò che separa la vera bellezza dalla precarietà quotidiana è la forza dell’amore. Vogliamo ringraziare il gruppo di volontari, speciale e irripetibile, che ci ha donato tanto e insegnato a donare altrettanto, che ci ha amati con tutto se stesso e spinti ad amarlo dal profondo del cuore.

Sicuramente quest‘esperienza è solo l’inizio di un nuovo cammino che potrà vederci ancora volontari in Romania o in altri luoghi e consigliamo caldamente a tutti i nostri coetanei di mettersi in gioco e di provare quest‘avventura. Con quasi assoluta certezza, se nulla impedisce, l’anno prossimo torneremo in Romania. Avendo ormai tracciato un solco d’amore e gioia così profondo nei nostri cuori, facciamo realmente fatica a sopportare il pensiero di non ritornarci più.

Alessandro Tagietti e Isabel Calandrini
III Liceo Classico e III Liceo Scientifico A

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