I volti della “Città che sale”

17 maggio 2018
L'arch. Boeri con la giornalista Coricelli e gli studenti Giada e Andrea

L’arch. Boeri con la giornalista Coricelli e gli studenti Giada e Andrea Enrico

Lunedì 14 maggio si è tenuta al Leone XIII la tanto attesa Serata di Primavera.

Si è trattato di una serata da trascorrere insieme sulla grande terrazza dell’Istituto in una cornice di convivialità e di approfondimento culturale. L’incontro si è aperto con un aperitivo organizzato dalla Comunità Cenacolo ed è proseguito con un ospite d’eccezione: l’archistar Stefano Boeri.

La città che sale

La città che sale

L’evento, promosso dalla nostra scuola, ha avuto come tema Milano, città delle relazioni, ovvero Milano dal punto di vista delle persone che vivono, lavorano e si incontrano nella nostra città.

La più che gradita partecipazione di un urbanista del calibro di Stefano Boeri è stata resa possibile grazie all’instancabile prof.ssa Francesca Argenti e la serata è stata un’occasione di confronto e di riflessione guidata dal creatore del Bosco Verticale, complesso abitativo sulla bocca di tutti da qualche anno a questa parte.

I ragazzi sono stati direttamente coinvolti nella discussione su Milano non come semplice agglomerato di caseggiati, ma come organismo vivente in costante evoluzione.

Per circa un’ora, insieme ad una compagna, Giada Mariani (2 Liceo Classico) abbiamo avuto l’occasione di dialogare sul palco insieme a Stefano Boeri, mentre la dott.ssa Michela Coricelli, giornalista e “mamma” del Leone, ha fatto da moderatrice.

Molte tematiche sono emerse in questa serata di maggio, sferzata da un vento che nessuno si aspettava: si è discusso della Milano “arcipelago” e della Milano delle periferie, passando per la Milano dei giovani e la Milano verde.

L’architetto meneghino si è soffermato in modo particolare sulla Cintura Verde Urbana, ambizioso progetto che porterebbe Milano ad ospitare il più grande parco urbano del mondo, sottolineando l’importanza della vegetazione come soluzione efficace per combattere l’inquinamento urbano.

Gradisce una fetta di Bosco Verticale?

Gradisce una fetta di Bosco Verticale?

È proprio vero che la nostra città è un organismo dotato di vita propria, così pulsante, dalle mille sfaccettature…

Umberto Boccioni, tra il 1910 e il 1911, ha dipinto La città che sale. In una visione di Milano distante da una rappresentazione naturalistica del paesaggio, al centro dell’opera non vi sono i cantieri o le ciminiere tipiche delle periferie urbane, ma uomini e cavalli in movimento.

La Milano verticale delle nuove realizzazioni urbanistiche, ora più che mai, è una città che sale, protesa verso l’alto.

Nel tendere al cielo, basta ricordarsi di guardare giù ogni tanto, agli uomini e ai cavalli.

Prima di salutarvi ci terrei a ringraziare di cuore il prof. Dario Marabelli, per averci interessato a partecipare a questa bellissima serata.

Andrea Enrico Riganti
IV Liceo Scientifico A

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