“Se anche un nostro maturato sarà la persona più competente al mondo e la persona più retta che si possa trovare, ma non metterà la propria competenza e la propria moralità al servizio degli altri, specialmente dei più poveri, la nostra educazione avrà fallito il suo scopo” soleva ripetere padre Vincent Duminuco, già Segretario di Padre Arrupe per l’educazione secondaria e primaria.

Questa frase riprendeva il famoso detto di padre Arrupe: “o le nostre scuole formeranno uomini per gli altri, o non saranno”, che successivamente padre Kolvenbach trasformò in uomini e donne per e con gli altri.

Educatori per gli altri

 

L’apertura agli altri è un frutto che matura di pari passo con la competenza intellettuale, l’apertura alla crescita, la capacità di amare, la crescita nella fede, la leadership nella collaborazione e l’impegno fattivo per la giustizia. Queste sei caratteristiche sono “lo standard” educativo che la Compagnia di Gesù richiede a tutte le scuole dei gesuiti del mondo. Il Leone XIII le declina in questa breve formula: formare mente, cuore e volontà. Per formare queste tre parti costitutive della persona umana, per raggiungere la “formazione integrale della persona”, occorre che oltre allo studio delle materie curriculari i nostri ragazzi facciano esperienza del mondo più largo intorno a loro, che si aprano agli altri.
Ciò avviene andando là dove la gente vive – anche la gente più povera e chi è ai margini della società – riflettendo sull’esperienza vissuta, e decidendo azioni possibili per migliorare le situazioni conosciute. Infine, ciò avviene facendo esperienze profonde della propria interiorità, il luogo dove ciascuno può rileggere la propria storia, trovare la propria vocazione, conoscere l’azione di Dio nella propria vita.

San Francesco d'Assisi abbraccia un povero

 

Su questi principi si costruisce l’offerta formativa del Leone che va sotto il titolo di “apertura agli altri”: l’animazione spirituale – formazione religiosa, catechesi, ritiri spirituali, esperienze di missione durante l’anno o d’estate, partecipazione a gruppi ignaziani, momenti di preghiera e celebrazione liturgica – e l’educazione al servizio attraverso il volontariato.