Weschool lancia un corso avanzato per docenti digitali e chiama a raccolta “le migliori esperienze di didattica digitale dall’Italia e dal mondo”, tra le quali…

È uscito in questi giorni un corso avanzato per docenti digitali, che ha nome Frontiera. 

Si tratta di un progetto ambizioso di Weschool a cui partecipa anche il Leone XIII, che vuole portare il digitale nella didattica attraverso le migliori pratiche di insegnanti di tutto il mondo. Se guardate il promo del corso, tra gli insegnanti chiamati a testimoniare la loro esperienza, noterete un volto noto per chi frequenta la nostra scuola…

Weschool è una piattaforma di condivisione e collaborazione tra insegnanti e alunni, utilizzata da diversi docenti della nostra scuola, nata da appena tre anni e diffusa oggi tra 40.000 docenti della scuola italiana.

Il fondatore, Marco De Rossi, da più di dieci anni lavora per l’introduzione del digitale tra le aule scolastiche, prima con Oilproject, ed ora con questo importante progetto di formazione strutturato in due parti, una umanistica e l’altra scientifica, in cui docenti selezionati di tutto il mondo condividono le loro migliori pratiche. Così dichiara:

Abbiamo coinvolto Jon Bergmann, l’inventore della Flipped Classroom, Ariel Merpert, che a Buenos Aires insegna ai suoi studenti come fare fact-checking politico, Elia Bombardelli, che con 20 milioni di views è il docente di matematica più famoso d’Italia, Dianora Bardi, fondatrice di ImparaDigitale, John Rosinbum, che in Arizona insegna storia usando i dati, e decine di altri prof. ed esperti.

…E tra questi illustri professori Marco De Rossi ha interpellato dunque la nostra prof.ssa Francesca Argenti, referente per le tecnologie della Rete Gesuiti Educazione e docente di Francese ai Licei. Le è stato assegnato il modulo 2 della formazione umanistica (vedi il programma).

Abbiamo chiesto alla prof.ssa Argenti quale sia il suo contributo in questo progetto e lei ci ha risposto così:

Ho avuto il piacere di condividere la mia esperienza di didattica della letteratura, prendendo come esempio “Les Fleurs du Mal”, di Charles Baudelaire. In questo esempio racconto come il metodo ignaziano (scandito nelle fasi di esperienza, riflessione, azione e valutazione) possa essere vissuto e integrato con diverse tecnologie a disposizione dei ragazzi; inoltre ho condiviso alcuni elaborati multimediali prodotti dai miei alunni.

È stata per me una bellissima opportunità quella di poter raccontare il nostro modo di procedere all’interno di questo corso e di portare un po’ della tradizione ignaziana per ribadire una volta di più che l’apprendimento non è mera acquisizione di contenuti, ma rielaborazione di un sapere che dà sapore perché esprime l’originalità di ciascuna persona.

Frontiere, organizzato da Edizioni Didattiche Gulliver in collaborazione con WeSchool, si svolgerà dal 7 marzo al 24 aprile 2018. Ha una durata di 36 ore ed è accreditato presso il MIUR.

Complimenti Francesca!

Si informa gli utenti che la Segreteria scolastica, solo nella giornata di giovedì 15 febbraio, effettuerà il seguente orario di apertura al pubblico: 9-13.

Da venerdì 16/2 orario regolare.

La Direzione

Filosofare con i bambini? Il filosofo non era quello studioso avanti negli anni un pochino noioso o tutt’al più il giovane tutto teorico un po’ sulle nuvole?

Incontro"Le parole hanno tutte un senso?"

Incontro”Le parole hanno tutte un senso?”

Ecco che le classi Quarte e Quinte della Primaria del Leone ne rinnovano l’identità con la freschezza e la concretezza della loro età!

Gli alunni, infatti, hanno riflettuto e cercato le loro risposte alle numerose domande proposte dalla prof.ssa Paola Muller e dai suoi collaboratori, giunti per loro dall’Università Cattolica, per fare filosofia insieme.

Quattro incontri densi di riflessione personale, vero dialogo pensante con se stessi e la propria esperienza, trasformato inevitabilmente subito in dialogo con gli altri, a partire dalla ricerca delle parole giuste per esprimersi. Per non dire dell’ascoltare, del confrontare e dell’arricchire il proprio pensiero grazie a quello dei coetanei.

Una delle dinamiche utilizzate

Una delle dinamiche utilizzate

Ogni classe, partita da una domanda comune alle altre, ha poi costruito un percorso “suo” nel quale la professoressa si è inserita, rilanciando successivi approfondimenti anche con racconti, canzoni, immagini e disegni prodotti dagli stessi bambini.

Solo qualche spunto: nelle classi Quarte si è riflettuto sui nomi. A cosa servono? Ci sono nomi per ogni cosa? Le parole hanno tutte un senso? E il tempo che cos’è? L’infinito?

Per le Quinte: dove nascono i pensieri? Le cose hanno un senso? Deriva da loro?  Chi dà un senso alle cose? E i viventi? Chi sono io?

L’intero laboratorio è stato un’esperienza veramente speciale, un’occasione formativa di valore che, nella lezione presso l’Università a fine anno scolastico, avrà la sua ultima tappa (un’altra filosofica domanda: ultima davvero?)

Maestra Stefania Mutti
Scuola Primaria

È trascorso qualche giorno da Tablet School, il meeting nazionale sulla scuola digitale promosso da ImparaDigitale, e sono diversi i fattori che hanno reso questa edizione “speciale”.

Noi ne abbiamo identificati quattro:

  • innanzitutto la condivisione di tante sperimentazioni didattiche e il confronto che ne è scaturito, evidenza di una ricerca coraggiosa e progressiva che vede coinvolte tante scuole del nostro Paese. Questa giornata di formazione, che si avvale della collaborazione di docenti, studenti e famiglie, costituisce un momento di riflessione, scambio e aggiornamento molto importante per il mondo della scuola.
    Per il nostro Istituto, inoltre, sono evidenti le affinità tra questo evento e la sensibilità pedagogica delle scuole dei Gesuitila messa in comune di buone pratiche e la centralità dello studente sono elementi fondanti della pedagogia ignaziana.
    È dall’ideazione dell’evento che il Leone ospita Tablet School (la stessa associazione ImparaDigitale è nata proprio tra le mura del Leone, dalla collaborazione tra la prof.ssa Dianora Bardi e padre Eraldo Cacchione SJ), e in questi anni abbiamo visto aumentare la partecipazione di docenti sempre più competenti, desiderosi di confrontare la loro didattica con altre proposte, di costruire insieme ai loro studenti percorsi di senso nella scuola di oggi.
  • La copertura giornalistica dell’evento da parte di LeOnline, il giornalino degli studenti del Leone. I ragazzi hanno dato visibilità alla giornata, intervistando molti protagonisti, a partire dalle Istituzioni presenti, la dott.ssa Mavina Pietrafortela dott.ssa Nadia Ambrosetti per il MIUR, a Dianora Bardi, presidente di ImparaDigitale, ai docenti del Leone XIII che hanno tenuto alcuni workshop. I giovani redattori sono stati straordinari! Un grazie speciale a Thomas Maisonneuve e Filippo Dallanoce, caporedattori, e a tutto lo staff: Filippo Lamanna, Federico Canale, Beatrice Sterza, Gabriele Grassi, Matteo Deamici, Martina Silvestri.
  • Il grande successo di pubblico: erano attesi 850 partecipanti, ne sono giunti più di mille, a testimonianza che la proposta Tablet School non passa di moda: complimenti a tutto lo staff di ImparaDigitale.
  • Il coinvolgimento di tanti docenti, che hanno tenuto workshop didattici, spesso con i loro studenti. Per il Leone: la prof.ssa Gaia De Vecchi, il prof. Fabrizio Zaggia e le maestre Elena Panico, Donatella Repossi, Raffaella Rossi e Alessandra Di Domenico; due docenti, le prof.sse Alice Zanardi e Margherita Giambi, hanno guidato tavoli di lavoro.

Un grazie speciale a tutto lo staff di ImparaDigitale, alla Direzione del Leone, alla dott.ssa Olga Pérez Sastre per il coordinamento interno della comunicazione, a Francesco Smorgon per le foto e ai 35 studenti del servizio d’ordine, che hanno svolto un lavoro impeccabile!

Vi aspettiamo, ancora più numerosi, per l’edizione del prossimo anno!

Prof.ssa Francesca Argenti
Referente nazionale per la didattica con la tecnologia

ALLE FAMIGLIE E AGLI STUDENTI DEL III E IV ANNO DEI LICEI
 
Prot. 135 A/3
 
Gentili Famiglie, cari ragazzi,
 
nell’ambito delle iniziative promosse dalla scuola per l’orientamento universitario, lo scorso 08 febbraio gli alunni delle classi Terze e Quarte dei Licei hanno ascoltato la presentazione della LUISS Summer School, un percorso di orientamento universitario organizzato congiuntamente dall’Università LUISS Guido Carli di Roma e dall’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. 
 
Tale percorso, della durata di una settimana, si svolgerà in periodo estivo, sia a Roma sia a Milano, e nella nostra città avrà luogo in due turni tra i quali i ragazzi potranno scegliere, dal 17 al 22 giugno e dall’1 al 6 luglio 2018.
 
Questo corso si distingue da altri analoghi per via del fatto che non vengono presentate le varie facoltà universitarie in maniera asettica, ma gli studenti liceali vengono direttamente “immersi” in lezioni accademiche inerenti vari corsi di laurea (a Milano, Economia e Commercio, Giurisprudenza, Scienze Politiche, Medicina e Veterinaria, questi ultimi due in collaborazione con Humanitas); le lezioni saranno comunque tarate in funzione dell’età dei ragazzi.
 
Il corso è a pagamento e ha un costo di 1000 euro nella sede di Milano e di 1300 euro nella sede di Roma, somma nella quale sono compresi anche vitto e alloggio a Roma. Gli organizzatori mettono però a disposizione della nostra scuola una BORSA DI STUDIO che consente la frequenza gratuita della Summer School ad un nostro studente; le modalità di selezione, definite dall’Università LUISS, prevedono che gli studenti interessati svolgano un test che verrà corretto da personale dell’università stessa e che verrà poi moltiplicato per la media scolastica di ciascun alunno; chi otterrà il punteggio finale più alto si vedrà riconosciuta la borsa di studio. Essa potrà essere usata per partecipare alla Summer School milanese, o anche per frequentare le analoghe iniziative LUISS a Roma (a Roma anche in altre date. Il ricco calendario dei corsi di orientamento LUISS a Roma, anche in Inglese, si può trovare al seguente link: http://www.luiss.it/summer-school ).
E’ naturalmente fatta salva la possibilità di partecipazione a pagamento per tutti gli altri alunni che lo desiderino. 
 
Vi informiamo quindi che la prova finalizzata all’attribuzione della borsa di studio si svolgerà in data venerdì 09 marzo 2018 alle ore 14.30 in un’aula dell’Istituto Leone XIII, e vi potranno partecipare – gratuitamente – tutti gli studenti di terzo e di quarto anno che siano interessati a fare questa esperienza. Per partecipare alla prova è necessario far pervenire, via mail, la propria iscrizione al prof. Michele Caprioli (michele.caprioli@leonexiii.itentro e non oltre il 6 marzo 2018. La prova si svolgerà solo nel caso si raccolgano almeno dieci iscrizioni. Gli studenti interessati coinvolti nello scambio con gli studenti di Dallas potranno prendere parte al test e riceveranno ulteriori indicazioni a loro dedicate.
 
Abbiamo anche organizzato un incontro rivolto ai genitori degli studenti del III e IV anno, nel corso del quale interverranno i responsabili della LUISS per presentare l’iniziativa e rispondere alle domande di Vostro interesse. L’incontro si terrà martedì 27 febbraio alle ore 18 al Leone XIII, in Sala Multifunzione e siete tutti invitati a partecipare.
 
In allegato trovate già alcune informazioni.
 
Il nostro Istituto sostiene la partecipazione a questa Summer School e al test per l’attribuzione della borsa di studio per una serie di motivi: in primo luogo, per il prestigio e la qualità dei due enti organizzatori; in secondo luogo, perché ritiene che orientarsi al mondo universitario sia un’opportunità importante, soprattutto quando viene dato modo ai ragazzi di sperimentare dal vivo la realtà di alcuni percorsi di studi; infine, perché mettersi alla prova in un test di questo genere può essere un utile esercizio in vista di simili test che regolano l’accesso a molte facoltà.
Va infine sottolineato come l’opportunità di fruire di una borsa di studio sia concessa dagli enti organizzatori a un ristretto numero di scuole, tra cui la nostra.
 
Alleghiamo, per vostra ulteriore informazione, una locandina dell’iniziativa. Il prof. Caprioli è a disposizione al suo indirizzo mail per eventuali informazioni e chiarimenti.
Di seguito trovate l’allegato: LUISS Summe School
​Cordiali saluti
 
Prof. Michele Caprioli  – Referente per l’iniziativa
Prof. Vincenzo Sibillo – Coordinatore Didattico​ 

Istituto Leone XIII
Via Leone XIII, 12 – 20145 Milano
Tel. 02 4385021 – Fax 02 48009979

Semplici parole scritte su un foglio di carta riescono a smuovere i sentimenti umani in maniera così travolgente da ottenere il privilegio di essere conservate per l’eternità nella memoria dell’uomo; e queste stesse parole, talvolta pensate tanto tempo fa, hanno la forza di suscitare emozioni incredibili anche al giorno d’oggi, in un mondo dove è difficile immaginare di trasmettere quello che proviamo utilizzando una penna e un pezzo di carta.

Tali considerazioni sorgono quando ci si trova davanti ai testi autografi di poeti e scrittori di cui tanto si legge a scuola: è quello che è accaduto alla III Liceo Classico durante una gita a Pavia un giorno di fine gennaio, insieme ai professori Campanini e Scaglioni.

In una stanza celata all’interno dell’Università degli Studi, come un tesoro sconosciuto ai più, mai ci saremmo aspettati di trovare un tassello così importante della letteratura italiana. Il Fondo Manoscritti infatti, frutto della geniale iniziativa della studiosa Maria Corti e dell’aiuto di alcuni dei letterati italiani più iconici del ‘900, ospita una raccolta preziosa di manoscritti dei narratori e poeti più rappresentativi degli ultimi due secoli.

Lettera di Ugo Foscolo a Silvio Pellico

Lettera di Ugo Foscolo a Silvio Pellico, datata 18 agosto 1812

All’entrata siamo stati accolti dalla responsabile, che in seguito ci ha mostrato opere dal valore inestimabile, che abbiamo potuto toccare con mano: in primis tre manoscritti di Eugenio Montale -probabilmente il poeta che ha maggiormente contribuito alla realizzazione del Fondo Manoscritti- tra cui la celebre poesia I limoni.

Questi non sono gli unici scritti che abbiamo ammirato dell’autore, in quanto abbiamo avuto l’opportunità di apprezzare anche una delle prime copie del 1925 degli Ossi di Seppia e un’altra copia dello stesso capolavoro postillato da Elio Vittorini.

Molti sono gli altri materiali autografi che abbiamo potuto vedere e sfogliare: dal manoscritto della Speculazione edilizia di Calvino, alle note di Manganelli al Pinocchio di Collodi, fino ad una lettera originale di Foscolo a Silvio Pellico!

Comprendere il lavoro scrupoloso e minuzioso dietro ad ogni poesia e vedere le correzioni e le varianti sul testo sono stati gli aspetti che senza dubbio ci hanno colpito maggiormente perché invisibili nei libri che leggiamo.

Il minuzioso lavoro sul testo ci ha proiettato nella mente degli autori e, con un salto nel passato, abbiamo un po’ colto il percorso del loro pensiero nel momento della stesura di alcune delle opere che ancora oggi studiamo e sono alla base della nostra formazione liceale.

Insomma, un’esperienza che, per la sua unicità, abbiamo vissuto con passione e emozione, e che ci ha avvicinato ancora di più alla nostra storia letteraria (e non solo).

Iacopo Bassi
III Liceo Classico

Anche quest’anno il nostro Istituto ha partecipato all’iniziativa degli Esercizi Spirituali secondo il metodo di S. Ignazio, offerta pedagogica-spirituale per gli alunni dell’ultima classe dei Licei.

L’iniziativa – guidata da padre Salvo Collura SJ, responsabile della Pastorale della Rete dei Collegi ignaziani d’Italia, Malta e Albania – ha riguardato 38 studenti provenienti dagli Istituti di Messina, Milano, Palermo, Roma e Torino, che si sono ritrovati presso la Casa Generalizia dei Padri Passionisti in Roma, dal 19 al 22 gennaio.

I ragazzi sono stati aiutati ad entrare nei testi proposti dal padre Francesco Tata SJ e dallo scolastico Leonardo Angius SJ e a rileggere poco per volta il quadro delle loro relazioni e lo specifico della loro identità.

Per il Leone erano presenti gli studenti Alessia Colussi, Giulia Barbieri, Silvia Gianni, Vittorio De Carolis di V Liceo Classico e Sara Musto di V Liceo Scientifico A, accompagnati da Lorenzo Pellegrinelli, prezioso collaboratore nelle attività della Pastorale del Leone XIII.

Gli studenti del Leone all’arrivo a Roma. Da sin. Sara, Alessia, Giulia, Silvia e Vittorio

Gli studenti del Leone all’arrivo a Roma. Da sin. Sara, Alessia, Giulia, Silvia e Vittorio

Al termine del ciclo di studi occasioni come questa sono luogo specialissimo di bilancio e di slancio, di sintesi e riorientamento esistenziale.

A testimonianza del valore degli Esercizi nel cammino di formazione umana e spirituale dei nostri ragazzi, riportiamo qui sotto alcune considerazioni espresse dai partecipanti al rientro da Roma:

[…] Il silenzio e l’isolamento hanno nutrito la mia anima. E più silenzio mi imponevo, più gli affetti disordinati del mio cuore trovavano ordine e priorità. Il magma interiore di ogni giovane pronto a fare il salto nel mondo degli adulti, quel misto di sogni, obblighi, desideri, inesperienza, tutto veniva osservato. Ogni voce dell’interiorità poteva essere ascoltata, soprattutto grazie all’aiuto di donne e uomini straordinari che costituivano il nostro ossigeno nell’oceano scomposto della meditazione. I testi biblici diventavano storie che parlavano di noi, di ognuno di noi. Lo scandalo di Gesù scardinava lentamente gli imperativi impostici e lentamente affiorava la nostra più timida e fragile essenza.

Finita l’esperienza non finivano certo le mille luminose domande della mia giovane età, ma avevo la bussola giusta in mano per orientarmi. Mettere a tacere cosa volevano gli altri mi ha fatto sentire cosa volevo io. Non è stata un’esperienza facile ma decisamente meravigliosa.

Ringrazio di cuore le persone speciali che mi hanno guidata e consiglio vivamente questa illuminante opportunità. In fondo la vita vera è fatta di cose belle, non di cose facili.     Sara

Ho deciso di partecipare agli Esercizi Spirituali senza particolari aspettative, semplicemente perché sentivo il bisogno di staccare per un po’ dalla vita frenetica di tutti i giorni e passare un tempo a riflettere tranquillamente. “Tranquillamente” non è la parola che userei ora per descrivere gli Esercizi: nonostante da fuori sembrino quattro semplici giorni, magari noiosi, di preghiera e meditazione, per chi li vive sono un’esperienza molto forte.

Cercare di scoprire la propria interiorità è difficile: ci sono momenti in cui si perde la pazienza perché non ci si riesce a concentrare, altri in cui si è soddisfatti perché si è scoperto un pezzettino in più di sé, altri in cui si intravvedono debolezze che preferiremmo tenere nascoste e ci viene paura, altri ancora in cui prendiamo coraggio e affrontiamo la paura, che poi siamo noi stessi. Tutti questi momenti, con gli ostacoli, le difficoltà e i limiti che ci bloccano, mi hanno permesso di scoprire qualcosa in più su me stessa, una conoscenza di cui spesso sottovalutiamo l’importanza, ma che per me si è rivelata fondamentale, soprattutto nell’ottica di un passaggio cruciale come quello dal liceo all’università. Vorrei sottolineare che per vivere gli Esercizi non è necessario essere credenti perché l’importanza di conoscere se stessi era già espressa nella massima Delfica: “γνῶθι σαυτόν”  (conosci te stesso).    Giulia

Un’esperienza segnante, significativa, determinante, che non può essere descritta a parole, ma occorre viverla per essere in grado di comprenderne il valore.

38 ragazzi provenienti dagli istituti gesuiti di tutta Italia riuniti in una Casa di Esercizi Spirituali a Roma, in completo isolamento per quattro giorni, nell’immenso giardino idilliaco che si affaccia sull’imponenza del Colosseo. Sembrerebbe perfetto per prendersi una pausa dallo studio e potersi finalmente rilassare, ma la fatica ha svolto un ruolo fondamentale e sicuramente sentito in quest’esperienza. La fatica di dire sì alla proposta degli esercizi spirituali: non si tratta semplicemente dello sforzo nel seguire il rigore vincolante del metodo ignaziano, ma della fatica di viverlo scontrandosi con gli spunti che ci sono stati proposti, acquistando una consapevolezza di noi stessi e della realtà, tra duri colpi al cuore, momenti di insanabile confusione e istanti di immensa gratitudine, gioia.

Tuttavia non sono stati solamente giorni di reclusione e preghiera: abbiamo avuto la possibilità di conoscere meglio alcuni ragazzi degli altri istituti, già incontrati in Russia, confrontando i nostri pensieri, le nostre esperienze, infrangendo la regola del silenzio e vivendo assieme un’esperienza che, se affrontata con impegno e motivazione, può sicuramente portare a una propria crescita. Sta a ognuno sfruttare quest’unica occasione nella maniera migliore.   Silvia

Proprio quando la fatica degli Esercizi iniziava a prendere il sopravvento ho fatto una passeggiata nel meraviglioso giardino della villa …  e mi sono ritrovata davanti al Colosseo.

Guardando Roma dall’alto vedevo la frenesia della vita sotto di me, mentre io ero lì, da sola, calma, in silenzio.

E proprio in quell’istante, qualcosa è scattato. Mi sono rasserenata e, capendo che tutto accade per una ragione e che ogni momento difficile genera qualcosa di positivo, mi sono convinta che andrà tutto bene.  Alessia

[…] E’ stato nella sera di sabato che è subentrato il fattore che ha reso i miei Esercizi Spirituali particolari a dir poco: ho cominciato infatti ad avvertire la febbre e presto questa è diventata molto alta. Ho passato dunque i restanti due giorni a letto in una stanza di convento bagnato dal sole che filtrava dalla finestra e dai sudori della febbre, ma non per questo ho voluto abbandonare la ricerca che mi aveva spinto ad andare fino a Roma.

Da solo in quella stanza ho cercato Dio, forse non secondo il rigore degli esercizi di sant’Ignazio, ma sicuramente in modo autentico. Forse in quella stanzetta Dio c’era ma di sicuro era negli occhi delle persone che mi hanno aiutato amorevolmente. In particolare mi ha colpito molto un padre gesuita che, entrato nella mia camera mentre dormivo, per controllare che non ci fosse nessuno a seguito dell’appello, vedendomi malato sul letto non ha reagito come avrebbe fatto più tardi la cameriera, scusandosi per il disturbo e allontanandosi, ma si è avvicinato decisamente al letto e subito mi ha posto una mano sulla fronte per sentirmi la febbre; mi è parso un gesto così naturale e amorevole che ho capito cosa dovesse significare per lui il servizio.

Poco prima che ce ne andassimo è passato a salutarmi il sacerdote che guidava gli Esercizi, padre Salvo, del quale avevo in verità buona stima ma nessuna conoscenza personale, avendo scambiato con lui poche parole. Mi ha abbracciato ed era veramente dispiaciuto della mia impossibilità a partecipare pienamente al ritiro.

Il viaggio di ritorno è stato molto lungo e arrivato a casa avevo 40 di febbre.

Auguro a tutti di partecipare a un ritiro di questo genere e di passarlo meglio di quanto ho potuto fare io, che tuttavia l’ho molto apprezzato e ne conservo un ricordo piacevole.  Vittorio

Il ritorno del prof. Mario Monti al Leone XIII ha caratterizzato in maniera assai significativa la mattinata dello scorso lunedì 5 febbraio. Introdotto e condotto brillantemente dai ragazzi del Laboratorio di Giornalismo e coordinato dal prof. Luca Diliberto, l’incontro ha avuto per oggetto la nascita dell’Europa unita e il suo futuro, attraverso la ricca esperienza di vita e professionale di uno dei maggiori economisti e uomini politici italiani.

Ecco il resoconto dei protagonisti:

I ragazzi del laboratorio di Giornalismo presentano l'incontro

I ragazzi del Laboratorio di Giornalismo presentano l’incontro

<<Il 5 febbraio tutte le sezioni delle classi Seconde della Scuola Secondaria di I Grado hanno avuto un incontro con il professor Mario Monti, studioso ed economista, che è stato per ben due volte Commissario dell’Unione Europea, oltre che presidente del Consiglio italiano e della Università Bocconi. La sua presenza in mezzo a noi, che ci ha colpito per serietà ed umiltà, è stata molto importante, perché ci ha fatto entrare nei meccanismi delle istituzioni europee che abbiamo studiato nel lavoro di geografia; inoltre, eravamo curiosi di conoscere diversi aspetti della sua esperienza e della sua vita, a partire dagli anni in cui ha frequentato la nostra stessa scuola.

All’inizio della mattinata noi studenti del laboratorio di giornalismo abbiamo accolto calorosamente il professor Monti in Sala Martini; da alcune settimane avevamo lavorato, insieme al prof. L. Diliberto, per conoscere meglio le sue attività e il suo pensiero, leggendo insieme anche alcuni suoi articoli. Eravamo tutti quanti molto agitati, anche perché dovevamo presentarlo nel modo migliore ai nostri compagni.

Per questo, abbiamo preparato alcune slide per  raccontare a tutti gli altri la sua storia. In seguito, abbiamo ascoltato la sua testimonianza su ciò che è stato per lui l’inizio della sua carriera.  Ci ha colpito tutto quel che ci ha detto, iniziando così:

L'intervento del prof. Monti

L’intervento del prof. Monti

Sono felice di essere tornato al Leone perché qui è cominciato il mio desiderio di occuparmi d’Europa; soprattutto, ho capito che essere cittadini europei non è mai una cosa scontata. Sono arrivato al Leone in quarta elementare, quando era appena nata la CECA. Dopo aver finito il Liceo, sono entrato nell’Università Bocconi: è stata una lunga esperienza!

La mia passione per l’Europa è continuata con sempre più entusiasmo; quando, nel 1994, mi è stato chiesto di andare per 5 anni a fare il Commissario a Bruxelles, accettai immediatamente e poi ho fatto tutto con molta dedizione.

Dopo  il suo racconto, gli abbiamo posto alcune domande, ad esempio sulla Brexit o sul conflitto tra la Spagna e la Catalogna, oppure più personali, sulle persone di cui ha seguito le orme e sui sentimenti provati rientrando nella sua vecchia scuola. Ha ragionato con noi e con tutti gli alunni delle Seconde dei conflitti nel mondo e della situazione economica attuale; ha parlato anche un po’ della sua vita privata, di come ad esempio custodisce gli appunti di tutti i suoi incontri,  forse non sempre in modo ordinato…

Al termine di questa bella mattinata tanti ragazzi sono andati a salutarlo e a ringraziarlo; è stato davvero un momento speciale, che non dimenticheremo facilmente>>.

Gli alunni del gruppo B di giornalismo, classi Seconde

Christina Helms, americana del Texas, lavora dal 2008 all’Istituto Leone XIII. Docente madrelingua inglese, riveste soprattutto il ruolo di Guidance Counselor per gli studenti liceali, ovvero li aiuta ad entrare nelle Università in Paesi stranieri. Il suo servizio, che lei stessa definisce “artigianale”, è molto apprezzato dalle Famiglie dell’Istituto, che si affidano a lei per la sua esperienza, le elevate competenze e la piena disponibilità.

Christina Helms

Christina Helms

Dunque è la persona giusta a cui rivolgersi per un approfondimento sul tema delle Università all’estero e per conoscere il suo punto di vista sul sistema di istruzione superiore in Italia e sulla nostra scuola.

In quali università all’estero sono i nostri ex-alunni?

Attualmente a Milano il Leone XIII è la scuola con il più alto numero di studenti ammessi nelle Università più prestigiose del mondo. Un cospicuo numero di Leoniani sta frequentando oggi corsi di laurea in autorevoli atenei degli Stati Uniti: Harvard, Yale, Stanford, ColumbiaUniversity of ChicagoPenn e Georgetown. Abbiamo studenti nelle principali Università d’InghilterraImperial College, Warwick, Queen Mary, University College London e altre; ma anche in Olanda e Lettonia.

Quali sono i requisiti per essere ammessi in una Università americana?

In primis lo studente deve avere un ottimo rendimento scolastico, risultati ragionevolmente alti agli esami di ingresso alle Università straniere (SAT o ACT).  Ma questo non è sufficiente di per sé, perché la selezione è davvero serrata e tutti i candidati sono forti dal punto di vista accademico. Alcune di queste scuole ammettono al massimo il 6% dei candidati che si presentano alle selezioni e in alcuni casi esiste un limite alle candidature internazionali riducendo ancora le possibilità.

Agli studenti è richiesto di scrivere un certo numero di testi, di includere nelle loro domande le lettere di raccomandazione di almeno due professori (in alcuni casi gli studenti possono inviare fino a 4 lettere); anch’io devo fornire un profilo scritto che parli di loro e del Leone XIII.

In cosa consiste il tuo lavoro?

Il mio lavoro è molto artigianale, connesso all’idea gesuita della cura personalis.
Lavoro su ogni aspetto della candidatura: traduco le lettere di raccomandazione e lavoro con gli studenti sul loro testo di presentazione. Cerco di armonizzare la domanda d’iscrizione in ogni aspetto, per fare emergere le qualità essenziali dello studente.  L’aspetto più rilevante del mio lavoro è preparare il loro profilo da inviare alle Università. Richiede una buona conoscenza dello studente, per poterne valorizzare i tratti più importanti in vista dell’eventuale ammissione. Talvolta questo implica un lavoro più specifico, con colloqui mirati con i ragazzi, ai quali assegno letture da discutere poi insieme, al fine di capire meglio quale sia la loro visione del mondo, quali i valori.

Comprendere le peculiarità di uno studente è davvero importante per un’Università americana. I reclutatori sono infatti sommersi da domande di studenti perfetti e le peculiarità che caratterizzano ciascuno sono quelle che permettono di emergere in mezzo a tanti, di farsi notare. Nel profilo cito anche le conversazioni che abbiamo avuto e porto alla luce i pensieri più originali degli studenti. Talvolta aggiungo un pizzico di ironia, per tenere alta l’attenzione di chi legge l’application (ne hanno circa 40,000!). Spesso mi trovo a spiegare nel dettaglio aspetti importanti del sistema educativo italiano e le differenze con quello americano.

Il profilo dello studente e la domanda di ammissione vengono valutati dal comitato di selezione delle Università, che può essere formato anche da 25 persone. Alla fine grazie al voto, viene presa la decisione.

Conoscendo ormai molto bene tanti sistemi educativi, qual è la tua opinione sul sistema scolastico italiano e in particolare la proposta del Leone?

Il professore in questa scuola riesce a far “gustare” la materia all’alunno (gustare nel senso ignaziano: far in modo che l’alunno scopra la bellezza dietro la materia). In questa scuola l’obiettivo non  è che lo studente impari a memoria come un robot e sostenga un esame tecnicamente perfetto, bensì lo si sprona a pensare con la propria testa, ad apprezzare la materia di studio.

Questo è un sistema che produce eccellenza. Rimango sempre ammirata dal fatto che i docenti del Leone, anche con i migliori studenti, abbiano un obiettivo più alto in mente. Ad esempio descrivono le interrogazioni degli studenti come se descrivessero una degustazione di vino o un’esperienza estetica: “mnemonico”, “sciolto”, “arido”, “spontaneo”, cercando la profondità e la raffinatezza intellettuale, che è d’altronde una caratteristica dei docenti e che si trasferisce, credo per osmosi, agli studenti, che qui non sono coccolati… ma il mix di dolcezza e rigore fa si che l’impegno sia la risposta naturale dei ragazzi.

Gli Italiani, come spesso succede in questa cultura, sottovalutano il proprio sistema scolastico, ma le Università americane ne hanno una buona considerazione e apprezzano la preparazione che c’è dietro questo sistema e, particolarmente, la ricerca dell’eccellenza presente nelle scuole dei Gesuiti.

Che pensano gli Americani oggi del Liceo Classico?

Le scuole americane sono particolarmente interessate al Liceo Classico, che è assolutamente in linea con la visione che si ha in America di un’educazione completa. A differenza di quello che pensano in tanti, le migliori Università americane non cercano robot pre -professionali. Avere solide fondamenta nelle discipline umanistiche sarà di grande aiuto. Inoltre, più esclusiva è una Università americana, più le materie umanistiche faranno parte del curriculumOmero, Eschilo, Virgilio… spesso rientrano nella formazione universitaria.

Consigli agli studenti la vita negli USA?

Spesso dico ai ragazzi interessati al “sogno americano” di cominciare ad apprezzare quello che hanno qui in Italia, dove c’è una forte tradizione, radici importanti. Potranno godersi il tempo che trascorreranno all’estero, se ammessi, ma sconsiglio di fare piani a lungo termine, che sono troppo vincolanti. L’indirizzo dei Gesuita sulla globalizzazione mi sembra molto adatto ai nostri tempi: porre l’umanità di ciascun individuo al di sopra delle culture e di qualsiasi altra cosa.

Questa preparazione per candidarsi ad una Università all’estero, cosa comporta per lo studente?

Per prima cosa è un’opportunità per riflettere sulla propria vita e i propri obiettivi. Gli scritti di presentazione, in particolare, richiedono molta riflessione e creatività. Inoltre gli studenti, preparando questi testi, curano bene l’inglese, sfruttando al meglio le proprie potenzialità, sforzandosi di andare oltre formule un po’ banali. Quei testi devono essere interessanti, per non pregiudicare le possibilità di ammissione, devono far intravvedere freschezza di idee, qualche barlume di genialità.  E questo influisce sulla scrittura in inglese, che si fa più personale, più lineare, più incisiva.

Cosa ti gratifica in particolare del tuo lavoro?

1. Lavorare con gli studenti che talvolta non eccellono, ma solo per mancanza di autostima. Vedere come riescono a superarsi è gratificante.
2. Leggere le raccomandazioni scritte da docenti del Leone: certe volte mi commuovono. Fanno osservazioni così acute e piene di umanità sui loro studenti!
3. Stabilire relazioni durature con gli studenti: taluni ancora mi chiamano e mi scrivono per raccontarmi come va la loro avventura, per condividere i loro successi.

Inoltre, spesso, studenti che provengono dal Leone per andare in scuole anglo-sassoni eccellono (Dean’s list, opportunità di scambi con altri college). Francesca P., ad esempio, diplomata al Liceo Classico, è arrivata ai primi posti nella sua ampia, ed estremamente competitiva, classe in Scienze Biomediche alla Queen Mary University di Londra. Il merito di questo lei lo dà al metodo di studio e alla disciplina acquisiti al Leone!

Rispetto ai ranking in Italia, qual è la tua opinione?

E’ completamente inadeguato un ranking che non tenga conto di tutti gli studenti che vanno a studiare all’estero, come fanno certe classifiche. Le Università raggiunte dagli studenti del Leone sono ormai tante e importanti. Il Leone è penalizzato per la sua eccellenza nelle ammissioni all’estero.

Che consigli daresti ad un alunno?

  1. Prendi la decisione di cogliere le opportunità che ti offre il Leone sia a livello intellettuale che spirituale. Prendi le materie seriamente, fai del tuo meglio e soprattutto abbi fiducia nei professori, mettiti nelle loro mani.
  2. Non scegliere il sistema educativo universitario americano come un “antidoto” al sistema italiano, ma come un complemento. Le basi che ti dà il sistema italiano ti aiuteranno sempre e ti renderanno forte.
  3. Preparati dal terzo anno per gli esami di accesso alle Università (SAT e ACT).
  4. Scegli un obiettivo che pensi sia irraggiungibile (9 in matematica per esempio) e rendilo il tuo scopo. Raggiungere un obiettivo che sembra impossibile può cambiare la tua vita!
AGLI STUDENTI DEL TRIENNIO DEI LICEI
p.c. ALLE LORO FAMIGLIE 

Prot. 108 A/3Cari studenti,

nell’ambito dell’iniziative organizzate dall’Istituto per l’orientamento universitario, siete invitati a partecipare ad un incontro di presentazione dell’Università Bocconi di Milano, che si terrà
giovedì 1 marzo alle ore 14:30 in aula Multifunzione. 
 
Interverranno i responsabili dell’ufficio Orientamento Universitario della Bocconi. Seguirà, solo per gli studenti del IV e V anno, una simulazione del test di selezione.
Questo il programma:
– dalle 14:30 alle 15:45, per tutti: “Conoscere la Bocconi“, presentazione dei corsi di laurea, dei servizi e della modalità di ammissione.
 
– dalle 15:45 alle 16:30, per i soli studenti del IV anno e V anno: simulazione del test di selezione.
 
Un cordiale saluto a tutti

Prof. Vincenzo Sibillo

Coordinatore Didattico
Liceo Classico, Scientifico e Scientifico Sportivo

Istituto Leone XIII

Via Leone XIII, 12 – 20145 Milano
Tel. 02 4385021 – Fax 02 48009979
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