“Carlo Acutis e la Chiesa nell’era dei social”: il documentario sul santo del web proiettato al Leone

Febbraio 12, 2026 Categoria: ,

È innegabilmente emozionante vedere sul grande schermo il volto delle persone che conosciamo personalmente e a cui siamo affezionati.

Ed è proprio questo il sentimento che abbiamo provato in modo intenso nella mattinata di venerdì 30 gennaio scorso, presso la Sala Martini del nostro Istituto, durante la visione del documentario “𝘊𝘢𝘳𝘭𝘰 𝘈𝘤𝘶𝘵𝘪𝘴 𝘦 𝘭𝘢 𝘊𝘩𝘪𝘦𝘴𝘢 𝘯𝘦𝘭𝘭’𝘦𝘳𝘢 𝘥𝘦𝘪 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘭”, scritto e diretto dal giovane regista 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗲𝘂𝗰𝗰𝗶, con le musiche originali di 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗲𝗼 𝗣𝗮𝘀𝘀𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶.

Il film – che ha ricevuto il patrocinio degli uffici Salute e Giovani della Cei, e quello del Dicastero per la Comunicazione vaticana – si articola infatti in una serie di interessanti interviste inedite alle persone che hanno conosciuto il “santo di internet”, oltre venti testimonianze che Matteucci ha raccolto in un tour intenso lungo tutta l’Italia.

Tra queste, spiccano nel cuore di noi leoniani gli interventi del prof. 𝗙𝗮𝗯𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗭𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮 e della prof.ssa 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗖𝗮𝗽𝗲𝗹𝗹𝗼, intervistati proprio qui al Leone, negli stessi spazi che visse Carlo nel suo anno leoniano: la sua classe, e la Chiesa d’Istituto, in cui Carlo si fermava a pregare. E ad essi uniamo tra i tanti il volto delle suore e delle maestre delle Marcelline – la scuola frequentata da Carlo dalle Elementari alle Medie – anch’esse presenti nel video e in sala al momento della proiezione.

Ma l’emozione inizia in realtà già con il primo fotogramma, con le immagini dei tanti giovani che si raccolgono nel nome di 𝘀𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼 𝗔𝗰𝘂𝘁𝗶𝘀, e con quella rosa che sembra volare sulle loro – e sulle nostre – teste, proteggendoci.

Il documentario continua toccando punte di puro lirismo – complice la commovente colonna sonora di Passarelli – ma al tempo stesso sempre restando all’interno di un registro sobrio, rispettoso, capace di accompagnare lo spettatore senza forzature, con spirito di servizio.

In tutto, e nelle parole e negli occhi degli intervistati, 𝗹𝗮 𝗹𝘂𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼. La stessa luce che ci accompagna nel ricordo della sua presenza tra noi. Nel suo essere ancora qui, ora.