Tradurre Seneca e vincere un premio

1 giugno 2015

Una bravissima studentessa della nostra IV Liceo Classico, Sofia Cianchi, si è classificata al quarto posto al concorso di traduzione latina Certamen Senecanum, che si è svolto il 12 aprile a Bassano del Grappa.

Sofia con la prof.ssa Biella

Sofia con la prof.ssa Biella

Sabato 30 maggio Sofia è stata premiata nella città veneta, con la seguente motivazione: “Il linguaggio di Seneca trova nella penna della candidata una resa elegante ed efficace nello stile, pregnante e convincente sul piano comunicativo, grazie a buone scelte formali ma soprattutto di larga conoscenza del pensatore latino e quasi “congenialità” con il suo mondo culturale. Il saggio breve, sempre ben argomentato, attinge al dossier ma lo incrementa di notazioni personali“.

Tanti Complimenti a Sofia e alla prof.ssa Elisabetta Biella, che l’ha preparata per questa importante competizione.

Ecco il resoconto della premiazione nelle parole della studentessa premiata:

Sabato 30 maggio sono tornata a Bassano del Grappa con la prof.ssa Biella per la premiazione del Certamen Senecanum, una prestigiosa competizione a livello nazionale di traduzione dell’autore latino Seneca.

I testi proposti erano ricchi di spunti; io ho scelto di tradurre una delle Lettere a Lucilio, in cui Seneca spiega come onorare il dio e muove un’aspra, a tratti ironica critica alla superstizione.

L'attestato

L’attestato

La prova richiedeva anche di scrivere un saggio breve sul tema. I documenti proposti per la riflessione spaziavano da autori antichi come Cicerone o Polibio, a estratti in lingua originale del filosofo Thomas Hobbes, fino a citazioni di Woody Allen. I testi erano accomunati da una visione denigratoria dei vezzi superstiziosi dei contemporanei, ma differivano nella visione del divino.

Il dibattito è molto attuale: qual è il confine fra fede e santimonia? Quando la pratica dei riti religiosi porta alla riflessione e quando diventa una dimostrazione vacua, compiuta per dovere o per abitudine? Il tono sarcastico con cui gli autori proposti rispondevano a queste domande delicate mi ha subito ricordato l’approccio di Richard Dawkins con il suo controverso libro The God Delusion, che ho citato nella mia analisi del testo senecano. Infatti pare che il professore inglese abbia assorbito tutta l’arguzia e la profondità di analisi del pensatore latino.

Ho temuto che questo collegamento potesse risultare inappropriato o fuori tema, motivo per cui sono stata molto felice di scoprire che il mio elaborato è stato premiato proprio per le notazioni personali. La sfida lanciata dagli organizzatori del Certamen Senecanum è stimolante e al passo con i tempi, e ha ricordato a noi studenti la sempre discussa attualità del Liceo Classico.


Sofia Cianchi

IV Liceo Classico

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