Un viaggio alle porte dell’Oriente

29 marzo 2014

Dal 23 al 26 marzo la IV Scientifico C del Leone XIII si è recata a Istanbul, nuova frontiera per i viaggi di istruzione al Liceo. Hanno accompagnato i ragazzi le prof.sse Nicoletta Brivio e Gaia De Vecchi.

Uno studente della classe, Gerolamo Setti, ci ha scritto un rescoconto dell’esperienza, che di seguito pubblichiamo.

“Unità nel molteplice, molteplice nell’unità” potrebbe essere il filo rosso del nostro viaggio di istruzione a Istanbul, “città suggestiva” secondo il giudizio di Elena.

Le sfaccettature umane, religiose e culturali del nostro viaggio ci hanno affascinati e coinvolti. 

Moschea

Moschea di Solimano

A Istanbul abbiamo vissuto giorni sereni, di cultura, di amicizia e di stimoli umani, alternando momenti di svago ad attività intense di riflessione, visite “classiche” come le moschee, il Topkapi e il Grand Bazaar, a tappe più “originali”, come il giro in traghetto sul Bosforo e la stazione dell’Orient Express.

Il 30 marzo ci saranno le elezioni locali e il Paese è in fermento. Domenica 23, all’arrivo, abbiamo impiegato più di tre ore per raggiungere il nostro albergo, perché moltissimi cittadini di Istanbul si erano riversati in strada per andare ad ascoltare un comizio del premier turco Erdogan. Spintoni, traffico e rumori ci hanno subito fornito un’idea chiara della città in cui eravamo.

A Istanbul, a differenza di quanto succede nelle città occidentali con le vestigia dei grandi imperi del passato, i monumenti storici non sono reliquie protette ed esposte come in un museo. A Istanbul le rovine fioriscono e convivono con la città. E noi ne siamo stati quasi inglobati, ne siamo stati parte attiva.

Foto di gruppo

Foto di gruppo

A Istanbul tutto è festa dei sensi: colori e luci inusuali; gusti esotici (non sempre graditi, però); smisurati profumi, di spezie, di cibo venduto per strada, di mare, di storia (“città odorosa” suggerisce Michele); impossibile non notare le grida di bambini che giocano per strada o di mercanti che contrattano e di muezzin che richiamano i fedeli alla preghiera.

A Istanbul non solo l’Europa e l’Asia si danno la mano: si abbracciano il Cristianesimo e l’Islam, come a Santa Sofia dove il nome di Allah è affisso accanto al mosaico della Madonna. E la storia si intreccia: Greci, Romani, Ottomani… hanno lasciato la loro impronta, inconfondibile (come la cisterna romana, l’acquedotto di Valente da una parte o la moschea di Solimano o il fabuloso Topkapi dall’altra). “Un affare vivere così tanta storia in così poco tempo”, sintetizza Marcello

 A Istanbul le contraddizioni sono la normalità, come afferma Giacomo. Donne con il velo integrale passeggiano a lato di donne in minigonna; la vita è brulicante ma il traffico immobile; case fatiscenti si alternano a palazzoni moderni; fedeli pregano per strada, accanto a bar in cui si vendono alcolici…

Insomma, questa gita ci ha lasciato molto e abbiamo potuto constatare come estremi opposti possano in qualche modo convivere.“Se il mondo fosse un solo stato, la capitale sarebbe Istanbul” disse Napoleone Bonaparte. Ne siamo convinti anche noi. 

Gerolamo Setti, IV Scientifico C

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