Una compagna di classe ha bussato alla porta

25 giugno 2017

Giovedì 31 maggio, festa della Visitazione di Maria, a seguito della celebrazione della Messa di fine anno scolastico con i Liceali si è tenuta in teatro la tradizionale giornata di chiusura delle attività del Volontariato, con la rilettura dell’anno di servizio trascorso, ispirato al tema dell’accoglienza.

Questa parte della mattinata ha preso avvio con la lettura di una favola a quattro voci, di Giulia G., Camilla, Michele e Giulia S., che racconta la storia della principessa alla ricerca di un regalo adeguato per suo padre il re. Dopo molte peripezie la principessa porta al re una collana composta delle lacrime dei dolori sanati durante il viaggio. Scopre che agli occhi del re il dono è preziosissimo perché reso unico dalle cure che la figlia ha avuto nei confronti delle persone incontrate.

Con l’aiuto del prof. Fabrizio Zaggia, responsabile del Volontariato, siamo passati all’attualità con la visione di una parte del video che Papa Francesco ha preparato per il sito internazionale TED: ideas worth spreading, in cui il pontefice ricorda il suo passato di emigrato in terra argentina e come la sua famiglia e lui stesso abbiano vissuto l’esperienza di essere accolti.

L. Mazzanti, La Visitazione della B.V. Maria

L. Mazzanti, La Visitazione della B.V. Maria

La parola è passata quindi a tre testimoni, Eliona, Xing e Pajimi. Con molto coraggio questi tre ragazzi hanno condiviso con tutti i Liceali le loro storie di emigrazione in Italia e il racconto delle peripezie attraversate per trovare un nuovo futuro in Italia. Tre storie di integrazione avvenuta, in cui l’accoglienza data ha fatto la differenza nella vita di queste persone.

Con Eliona abbiamo riflettuto sull’importanza delle dinamiche di accoglienza da parte della società italiana, osservando quasi dall’esterno, attraverso i suoi occhi di ragazza albanese, ora giovane avvocato penalista, la capacità spesso sottovalutata di essere accoglienti.

Con Xing abbiamo rivissuto l’importanza dell’amicizia tra giovani coetanei adolescenti come via privilegiata per permettere l’inserimento di chi viene dall’estero. L’accoglienza dal basso, che si concretizza nel gesto semplice e potente di una compagna di classe che suona alla sua porta di ragazza straniera. Ci siamo emozionati, perché il suo racconto si è colorato della vita vissuta di chi sente importante restituire ciò ha ricevuto, imparando che il primo passo, quello più difficile, quello decisivo, si compie dentro la nostra coscienza, quando ci sbilanciamo, e decidiamo di non rimanere passivi di fronte al dolore di chi soffre.

Infine, con Pajimi abbiamo trattenuto il fiato, ascoltando il sogno di un ragazzo di 15 anni, ora uomo di ventiquattro anni, che lascia tutto dietro di sé, famiglia, amici, sicurezze e attraversa estreme difficoltà per avere un futuro diverso.  E lungo la strada, difficile, incontra un amico che si affretta ad aiutarlo, in modo gratuito, “sempre un passo avanti” per fargli superare le insidie della burocrazia. Abbiamo capito che il vero tesoro, ciò che può fare la differenza, sono le relazioni.

Le sue parole hanno fatto eco con quelle iniziali di papa Francesco, che diceva: Parecchi anni di vita mi hanno fatto maturare la convinzione che l’esistenza di ciascuno di noi è legata a quella degli altri. La vita non è tempo che passa, ma tempo di incontro, aggiungendo che abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri, che nessuno di noi è un’isola, che possiamo costruire il futuro solo insieme, senza escludere nessuno.

Nella giornata della festa della Visitazione di Maria, alla luce della pagina del Vangelo in cui Maria prende l’iniziativa e bussa alla porta di Elisabetta, si affretta per portare aiuto alla cugina lontana, le storie di Eliona, Xing e Pajim hanno dato una consistenza e una densità particolare, non solo alle parole del Vangelo, ma a tutto quest’anno, vissuto alla luce del motto Essere accolti e accogliere.

Padre Diego Mattei S.I.
Responsabile della Pastorale

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